Susan Sarandon torna a parlare delle conseguenze che il suo sostegno alla causa palestinese avrebbe avuto sulla sua carriera a Hollywood. L’attrice premio Oscar ha raccontato di aver perso altri progetti cinematografici di recente, sostenendo che alcune agenzie continuerebbero a scoraggiare i produttori dal lavorare con lei.
La dichiarazione è arrivata durante la conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia per The Echo Chamber, il nuovo film diretto da Andrea Pallaoro e interpretato dalla stessa Sarandon insieme a Luca Marinelli e Alicia Vikander. Rispondendo a una domanda sul possibile cambiamento della narrazione a Hollywood rispetto al conflitto a Gaza, Sarandon ha spiegato di aver percepito un’evoluzione significativa nell’opinione pubblica, pur sostenendo che all’interno dell’industria cinematografica persistano delle resistenze nei suoi confronti.
«Credo che la narrazione sia cambiata completamente per quanto riguarda la rilevanza storica della Palestina e i legami tra il sionismo, l’America e la sua politica», ha dichiarato l’attrice. «Per molte persone è stata una grande rivelazione capire quanti soldi gli Stati Uniti stanzino per Israele. Prima non era qualcosa di cui si comprendeva davvero la portata». Sarandon ha poi aggiunto: «Di recente mi sono ancora vista togliere dei film perché ci sono agenzie che continuano a dire alle persone di non assumermi».
Secondo l’attrice, il problema sarebbe dunque ancora legato alle strutture di potere dell’industria, mentre il clima tra il pubblico sarebbe cambiato in maniera più evidente. «Questo è il potere costituito», ha commentato Sarandon. «Ma tra le persone, soprattutto a livello internazionale, sento di essere accolta».

L’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci
The Echo Chamber è un dramma romantico dgirato tra Italia e Belgio. Il film ha una particolare rilevanza per la storia del cinema italiano: la sceneggiatura è infatti l’ultimo lavoro scritto da Bernardo Bertolucci. Proprio il regista Andrea Pallaoro sarebbe stato invitato a non lavorare con Susan Sarandon. L’attrice ha raccontato di aver apprezzato la scelta del cineasta italiano di non lasciarsi condizionare da quelle indicazioni. «Ringrazio Andrea per questo, perché non ascolta gli avvertimenti» ha affermato Sarandon.
Sarandon aveva già parlato pubblicamente delle difficoltà incontrate nell’industria dopo aver espresso il proprio sostegno alla Palestina. Nel 2023, l’attrice era stata allontanata dalla sua agenzia, UTA, in seguito ad alcune dichiarazioni pronunciate durante una manifestazione a sostegno della Palestina. Nei mesi successivi aveva inoltre sostenuto di essere stata emarginata dall’industria cinematografica per aver chiesto un cessate il fuoco a Gaza.
A Venezia, Sarandon ha ribadito però di non sentirsi isolata, sottolineando la differenza tra le posizioni di una parte dell’industria e quelle del pubblico. «C’è stato un cambiamento nell’opinione pubblica generale, ma all’interno della mia industria ci sono ancora persone in posizioni di potere che sostengono il sionismo e che non hanno cambiato il loro atteggiamento nei miei confronti», ha concluso. «Ma ho trovato la mia famiglia, ho trovato la mia gente e sto bene».
The Echo Chamber uscirà il 10 settembre in Italia distribuito da 01 Distribution.


