Robert Pattinson spera di riuscire a conquistare anche il vero Chris Hansen con Primetime, il thriller diretto da Lance Oppenheim presentato, in Concorso, alla Mostra del Cinema di Venezia. L’attore interpreta il celebre giornalista televisivo e conduttore di To Catch a Predator, ma Hansen ha già espresso alcune perplessità sul film, pur non avendolo ancora visto.
Hansen ha spiegato di non aver accettato di firmare il consueto accordo di riservatezza richiesto da A24 e, di conseguenza, di non aver potuto vedere il film. Dopo aver guardato il trailer, però, ha definito l’interpretazione di Pattinson «eccessivamente drammatica» e ha messo in dubbio l’opportunità di trasformare in intrattenimento televisivo una vicenda già controversa.
Dal palco della conferenza stampa veneziana, Pattinson ha risposto con grande diplomazia: «È evidente che spero che gli piaccia il film. C’è qualcosa di elettrizzante in lui. Spero che il fatto che il suo personaggio abbia ispirato così tante persone nel corso degli anni possa essere considerato, in qualche modo, un complimento».
L’attore ha raccontato di essere rimasto affascinato dalla presenza scenica di Hansen fin da quando era più giovane e di non riuscire ancora a spiegarsi completamente il motivo per cui To Catch a Predator sia rimasto così impresso nell’immaginario collettivo. «C’è una strana alchimia», ha spiegato Pattinson. «Qualcosa che faceva lui è il motivo per cui, vent’anni dopo, si continua a parlare di quello show».

Il confine tra giornalismo e intrattenimento
Ambientato a metà degli anni Duemila, Primetime racconta il periodo in cui Hansen conduceva To Catch a Predator, programma di Dateline NBC dedicato alla cattura di uomini sospettati di voler abusare di minori. Il film prende liberamente spunto dall’articolo del 2007 di Esquire «Tonight on Dateline This Man Will Die» e si concentra soprattutto sulle zone grigie del metodo di Hansen, mettendo in discussione il confine tra giornalismo, attività investigativa e spettacolo televisivo.
Per Lance Oppenheim, che debutta nel cinema di finzione dopo aver realizzato documentari come Some Kind of Heaven, Spermworld e la serie HBO Ren Faire, Primetime è una sorta di «docu-fantasia». Il regista ha raccontato di essere rimasto colpito dalla teatralità di Hansen e dal modo in cui riusciva a trasformare un tema estremamente oscuro in un prodotto televisivo capace di catturare milioni di spettatori.
Nel cast del film figurano anche Skyler Gisondo, Merritt Wever e Phoebe Bridgers, quest’ultima al suo debutto come attrice nei panni di una delle esche utilizzate durante le operazioni. Pattinson ha elogiato in modo particolare la cantautrice statunitense, sottolineandone la naturalezza sul set. Bridgers ha invece ammesso di aver trovato l’esperienza inizialmente «super intimidatoria», salvo poi scoprire quanto fosse semplice lavorare al fianco di una squadra così talentuosa.
Per Pattinson, Primetime arriva al termine di un periodo particolarmente intenso. L’attore è impegnato in diversi progetti di alto profilo e sta attualmente lavorando a The Batman: Part II. E, scherzando sul ritmo incessante delle riprese, ha ammesso di aver iniziato a confondere i propri personaggi: «Riesco sicuramente a sentire un po’ di Chris Hansen anche in Odissea. È successo letteralmente a poche ore di distanza!».
Primetime uscirà il 15 ottobre in Italia distribuito da I Wonder Pictures.


