NAZA, il nuovo documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, ha ricevuto un’ovazione di 24 minuti e mezzo all’83esima Mostra del Cinema di Venezia, stabilendo un nuovo record nella storia del festival.
Il film ha superato i 22 minuti di applausi ottenuti lo scorso anno da The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, diventando così la più lunga standing ovation mai registrata al Lido e, secondo quanto riportato, una delle più lunghe mai viste in un grande festival cinematografico.
Tra gli spettatori che hanno accompagnato gli applausi c’era anche Jonathan Glazer, regista premio Oscar per La zona d’interesse e produttore esecutivo di NAZA. Glazer ha abbracciato Abraham e Szor, incoraggiandoli durante l’interminabile ovazione. I due registi sono apparsi visibilmente commossi, così come parte del pubblico, mentre alcuni spettatori hanno sollevato bandiere palestinesi.
Tre anni di lavoro dopo No Other Land
NAZA affronta direttamente il conflitto israelo-palestinese, concentrandosi sui meccanismi che, secondo il film, hanno permesso la morte di civili palestinesi nella Striscia di Gaza. Girato clandestinamente durante la notte sui tetti di Tel Aviv, il documentario raccoglie le testimonianze di 24 ex ufficiali e soldati dell’intelligence militare israeliana, con l’obiettivo di ricostruire dall’interno il funzionamento delle operazioni militari.
Il titolo stesso fa riferimento a un termine utilizzato nell’intelligence israeliana: “NAZA” è un acronimo legato ai cosiddetti danni collaterali e indica il numero di civili che si prevede possano morire durante un attacco aereo. Il film è arrivato in concorso a Venezia all’ultimo momento, circa un mese dopo l’annuncio ufficiale della selezione.
Abraham e Szor hanno spiegato che la decisione è stata legata alla necessità di completare il documentario, al quale hanno lavorato per circa tre anni. I due registi facevano già parte del team di No Other Land, insieme ai filmmaker palestinesi Basel Adra e Hamdan Ballal. Il documentario ha conquistato l’Oscar nel 2025 e raccontava gli sforzi delle autorità israeliane per allontanare la popolazione palestinese dalle proprie abitazioni nella Cisgiordania meridionale.
Parlando del nuovo progetto, Abraham ha spiegato di aver voluto sfruttare la propria posizione di israeliano per entrare in contatto con persone della società israeliana che avevano prestato servizio nell’esercito e analizzare il funzionamento di quel sistema alla luce delle accuse di genocidio mosse da diverse organizzazioni per i diritti umani.

L’unico documentario in Concorso
NAZA è l’unico documentario presente nel concorso ufficiale di Venezia 83. Il film è prodotto dal quotidiano britannico The Guardian e da James Wilson attraverso JW Films, con Jonathan Glazer nel ruolo di produttore esecutivo. Wilson e Glazer avevano già collaborato a La zona d’interesse, vincitore di due Oscar.
Il precedente record veneziano apparteneva a The Voice of Hind Rajab, film di Kaouther Ben Hania ambientato a Gaza e incentrato sulla morte di Hind Rajab, una bambina di sei anni uccisa dal fuoco dell’esercito israeliano mentre cercava di fuggire da Gaza City con la propria famiglia. Ben Hania fa inoltre parte della giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal che assegnerà i premi della Mostra nella giornata di sabato.


