domenica, Luglio 21, 2024
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Sorella Morte: la spiegazione del finale, la storia vera e il legame con il film Veronica

Che cosa accade nel finale di Sorella Morte? Il film è basato su una storia vera? Qual è il suo legame con Veronica? Ecco tutto quello che bisogna sapere sul nuovo horror spagnolo di Paco Plaza disponibile su Netflix.

Sorella Morte è un horror di produzione spagnola distribuito da Netflix, in tutto il mondo, a partire dallo scorso 27 ottobre. Scritto e diretto da Paco Plaza (già regista di Rec, Rec 2 e Rec 3 – La genesi), Sorella Morte è in realtà un prequel della pellicola horror del 2017 Veronica, diretto sempre da Plaza e disponibile sempre su Netflix.

Nello specifico, Sorella Morte racconta le origini del personaggio di Sorella Narcisa, già interpretato dall’attrice Consuelo Trujillo in Veronica (dove il personaggio è già stato soprannominato “Sorella Morte”) e in questo nuovo film – nella sua versione più giovane – interpretato invece dall’attrice Aria Bedmar.

Dopo una serie di oscuri avvenimenti risalenti alla Guerra civile spagnola, una giovane ragazza in un remoto villaggio scopre di essere in grado, attraverso delle visioni, di poter comunicare con la Madonna. Una volta cresciuta, la ragazza – ora Sorella Narcisa, novizia – ritorna nel convento che una volta venne occupato dai militari durante la guerra e che ora è diventato una scuola per bambine indigenti, al fine di offrire il suo contributo in qualità di insegnante. 

Ben presto, però, Narcisa scoprirà che la scuola è infestata dallo spirito di una giovane ragazza e di una suora defunta, nota come Sorella Socorro. Nel venire a conoscenza della vera storia della scuola, Narcisa scoprirà una serie di oscuri segreti tenuti nascosti per anni dai personaggi della Madre Superiora e di Sorella Julia… segreti che riguardano il passato di Socorro, adesso pronta a vendicarsi per quello che le è capito.

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La Guerra civile spagnola e la storia di Sorella Socorro

Sorella Morte si apre con una serie di vecchi filmati in bianco e nero che risalgono al 1939. Tuttavia, la storia del film ha radici ancora più lontane, che richiamano la Guerra civile spagnola. La prima cosa che Sorella Narcisa vede quando arriva al convento è un muro con dei fori di proiettile rimasti lì dalla guerra, anche se più avanti apprenderá che i segni lasciati dalla guerra sulla scuola sono, in realtà, ancora più profondi. Mentre osserva l’eclissi, Narcisa rivede i momenti in cui il convento venne saccheggiato e scopre che uno dei militari aveva violentato Sorella Socorro, che era poi rimasta incinta e aveva dato alla luce una bambina. Le altre suore avevano giurato che quell’avvenimento sarebbe rimasto un segreto e che mai sarebbe uscito dalle mura del convento.

Quando la figlia di Socorro ha pochi anni e viene colta da una brutta influenza, la madre è intenzionata a portarla in ospedale, ma le altre suore – tra cui la Madre Superiora e Sorella Julia – si rifiutano di lasciarla uscire, in quanto preoccupate che il suo segreto possa essere scoperto. Così, decidono di chiudere Socorro nella sua stanza e di curare da sole la figlia, immergendola nell’acqua fredda con l’obiettivo di farle scendere la febbre. Tuttavia, la bambina reagisce in malo modo e, nel dimenarsi, va a sbattere con la nuca contro la vasca da bagno, morendo sul colpo. In preda allo shock e al dolore, Socorro si suicida, impiccandosi in una angolo della sua stanza.

Quando nel 1949 Sorella Narcisa arriva al convento, le uniche suore rimaste nella scasa religiosa che furono testimoni di quanto successo a Socorra sono – appunto – la Madre Superiora e Sorella Julia.  Nel frattempo, le studentesse credono che il convento sia infestato dallo spirito di una giovane ragazza: di tanto in tanto, infatti, appare sui muri il classico disegno del gioco dell’impiccato. Inoltre, gira voce che una volta le gambe all’omino del disegno siano state aggiunte da una delle suore, tale Sorella Inés, per dimostrare che si trattasse soltanto di un gioco. Tuttavia, quando il suo nome misteriosamente sotto il disegno, la stessa Sorella Inés – spaventata e in preda al panico – decise di abbandonare il convento, anche se è probabile che sia stata uccisa e che le altre suore abbiano insabbiato il fatto.

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Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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