Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini: un connubio tra amore e arte

scritto da: Lucia Lorenzini

Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini sono due artisti che hanno condiviso e costruito insieme un cammino che non è soltanto artistico, ma soprattutto umano. Castellitto è attore, regista e sceneggiatore di successo. La Mazzantini è invece scrittrice, sceneggiatrice e attrice.

L’incontro è avvenuto al Teatro di Genova durante il dramma teatrale “Le tre sorelle” di Anton Čechov: all’epoca lei era una giovane promessa del teatro italiano, lui un artista già affermato. S’innamorano e girano l’Italia a bordo di una 112. Durante quei viaggi scoprono di essere due persone molto diverse, ma con un mondo in comune. Diventano marito e moglie, e dopo trent’anni e quattro figli sono più innamorati che mai.

Sergio e Margaret s’influenzano reciprocamente, oscillando sempre tra cinema e letteratura, camminando sul filo dell’affinità di coppia. Durante un soggiorno a Parigi per un film di Castellitto con Alain Delon, Margaret già da tempo esprime il disagio e l’intenzione di lasciare il teatro e la vita d’attrice. Sergio le regala un quaderno con Indiana Jones in copertina, e il giorno dopo, mentre lui è sul set, lei comincia a scrivere quelle che sono le prime parole de “Il catino di zinco“, che irrompe nella scena letteraria italiana. Sergio è il suo primo editor: legge i suoi scarabocchi, la consiglia ed è la prima persona che ascolta i viaggi nell’ignoto di Margaret; è lui che riesce a cogliere sempre i punti focali delle sue storie.

Sergio e Margaret s’influenzano reciprocamente, oscillando sempre tra cinema e letteratura, camminando sul filo dell’affinità di coppia

Per Sergio il passaggio dalla recitazione alla regia avviene in maniera naturale. Si accorge che con l’esperienza non recitava più ma ripeteva sempre gli stessi ruoli; diventare regista è quindi un modo per ritrovare paura ed emozione. Tutto questo avviene grazie ai libri di Margaret: mentre legge i primi scarabocchi volanti già immagina la sceneggiatura e la direzione del film. Suggerendo alla moglie i vari tagli dei libri, immagina già il montaggio dei film.

Il 70% del lavoro avviene quindi in maniera inconscia; il restante 30% è solo gesto tecnico e realizzazione del lavoro. “Non ti muovere” è l’esempio perfetto. Timoteo, il protagonista, decide di raccontare alla figlia un terribile segreto che si porta dentro da moltissimi anni e inizia dicendo: “Nella mia vita c’è una sedia vuota”. Questa frase è stata presente dall’inizio, dalla prima idea da cui poi è stata costruita tutta la sceneggiatura.

I libri della Mazzantini sono visionari e visivi. L’autrice immagina le scene prima di scriverle, come se fosse un piano sequenza. Solitamente gli autori non sono mai contenti della trasposizione cinematografica delle proprie opere, e anche i lettori si sentono privati di pezzi di storia per i tagli che il cinema è costretto a fare.

Nel caso di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini è molto diverso, perché condividendo una vita insieme e avendo la stessa visione del mondo, libro e film nascono insieme. Si commuovono per le stesse cose, si indignano e si divertono per gli stessi motivi. Questo è molto importante, perché quando le opere di Margaret passano nelle mani di Sergio è come se fosse la degna continuazione di un percorso; c’è una chiara corrispondenza tra lo scritto e l’immagine.

Sotto la guida di Castellitto i romanzi di Margaret prendono vita: Non ti muovere parla dritto al cuore e all’intelligenza delle persone. Mettere insieme il rigore senza mortificare le emozioni è probabilmente la cosa più difficile mentre si gira un film e il regista c’è riuscito in maniera eccelsa. Il dramma della guerra e la ricerca della maternità ci catapultano in Venuto al Mondo.

Un film con due anime, una bianca e una nera: amore e odio, menzogna e verità, rimozione e memoria; con tanti piccoli conflitti tra i protagonisti che perseguono un sogno, all’interno del quale si nasconde un segreto. Il dolore straziante di una coppia che si sta separando in Nessuno si salva da solo ci trascina in una storia estrema, forte, che ha dei momenti terribili e altri molto belli con dei dialoghi ben scritti.

Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini: un connubio tra amore e arte

La loro collaborazione non si limita ai romanzi. La Mazzantini ha lavorato per Sergio come sceneggiatrice in Libero Burro, il primo film del regista: il ritratto di un uomo cafone mascherato da manager, bizzarro, energico, simpatico, posseduto da sogni di grandezza, perseguitato da incubi di sfortuna, un velleitario che alla sua età deve ancora imparare cos’è la vita. Margaret in questo film interpreta anche l’interesse amoroso del protagonista.

La bellezza del somaro esce a cavallo tra Non ti muovere e Venuto al mondo: i coniugi Castellitto hanno bisogno di un po’ di leggerezza, anche se i temi affrontati sono serissimi il linguaggio è comico. La trama racconta di una sedicenne che porta a casa il fidanzato settantenne. Il film sorride e si burla di una certa generazione di adulti narcisisti, moderni e modaioli, con lavori niente male ma in qualche modo sempre insicuri e incompleti.

L’ultimo sodalizio tra i due verrà presentato al prossimo Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard: Fortunata. Il film racconta la storia di una giovane donna con un matrimonio fallito alle spalle, che combatte tutti i giorni per realizzare il proprio piccolo sogno di aprire un negozio di parrucchiera tutto suo. Jasmine Trinca è la protagonista del film; al suo fianco Stefano Accorsi e Alessandro Borghi. Il regista Sergio Castellitto ha spiegato: “Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare. Ma è anche il nome di una donna. E soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. Ci sono uomini in questa storia che non sono d’accordo sulla felicità di Fortunata”.

L’ultimo sodalizio tra i due verrà presentato al prossimo Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard: Fortunata

Margaret Mazzantini ha scritto anche per il teatro: “Zorro un’eremita sul marciapiede” è un testo che la scrittrice ha immaginato per Sergio, perché l’attore aveva voglia di tornare sul palcoscenico. Il monologo di Zorro ripercorre la storia della sua vita e delle scelte che l’hanno portato a vivere sulla strada e nel mentre riflette sul significato della vita. Uno scritto duro con sprazzi di dolcezza. La scrittrice si è ispirata ad una persona che conosce veramente: un barbone che stazionava nelle vicinanze dell’abitazione dei due. L’ha colpita per la grande dignità di non accettare l’elemosina.

Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini sono un modello di coppia nella vita e nel lavoro; la dimostrazione di come, anche dopo trent’anni, l’amore viene alimentato dal fuoco della passione artistica.

Lucia Lorenzini

Redattrice | Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)


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