Sean Penn: ribellione e coraggio dentro e fuori dal set

scritto da: Redazione

Tra gli attori più apprezzati e importanti della sua generazione, nominato cinque volte agli Oscar e vincitore della statuetta per ben due volte (Mystic River nel 2004 e Milk nel 2009), Sean Penn è anche regista, oltre che produttore e sceneggiatore. Dopo dieci anni dal suo ultimo film, il meraviglioso Into the Wild, Penn è tornato nuovamente dietro la macchina da presa per dirigere Il Tuo Ultimo Sguardo (The Last Face), film drammatico con protagonisti Charlize Theron e Javier Bardem.

Ambientato in Liberia nel pieno della guerra civile, la pellicola racconta la storia d’amore tra un medico umanitario e la direttrice di una ONG, entrambi molto coinvolti dalle loro missioni ma con differenti visioni politiche che metteranno in crisi il loro rapporto. Il film è stato girato nel 2015 quasi interamente in Sud Africa ed era stato presentato al Festival di Cannes nel 2016, ma in Italia è stato distribuito soltanto a partire dallo scorso 29 giugno. La critica, un po’ unanime, non ha amato particolarmente l’ultimo lavoro di Penn in veste di regista, mentre aveva giustamente osannato Into the Wild, che è stato e resta senza dubbio, almeno ad oggi, il suo miglior film.

Nel 1991 l’esordio alla regia avvenne con Lupo Solitario, completamente ispirato alla canzone di Bruce Springsteen, “Highway Patrolman”, dell’album Nebraska (1982). Un vero e propio omaggio al Boss e alla sua musica, in cui i personaggi e le ambientazioni sono una trasposizione fedele della canzone. Un cast stellare con attori del calibro di Viggo Mortensen, Dennis Hooper, Patricia Arquette e molti altri, per un film molto ben fatto, che resta però di nicchia, distribuito per lo più tra i circuiti indipendenti.

Dopo dieci anni dal suo ultimo film, il meraviglioso Into the Wild, Sean Penn è tornato nuovamente dietro la macchina da presa per dirigere Il Tuo Ultimo Sguardo

Qualche anno dopo, nel 1995, dirige Jack Nicholson in Tre Giorni per la Verità, un altro film indipendente che racconta la storia di un uomo che aspetta per anni che l’assassino di sua figlia esca di prigione per potersi vendicare. Nel 2001 dirige ancora una volta il grandioso Nicholson al fianco di Robin Wright nel film La Promessa, tratto dall’omonimo romanzo di Friedrich Dürrenmatt. Ancora una volta la trama è legata ad un sentimento di vendetta, ma anche di follia: nel film infatti il protagonista è un poliziotto quasi in pensione che cerca in tutti i modi di trovare un serial killer di bambine. La pellicola è stata inserita nella Top Ten Films del 2001 dal National Board of Review.

Negli anni successivi ha scritto e diretto il film a episodi 11’09’01, cui hanno lavorato 11 famosi registi di tutto il mondo per ricordare i terribili avvenimenti dell’11 settembre 2001. Il quarto film diretto da Sean Penn è stato Into the Wild, tratto dal libro di Jon Krakauer, presentato ai Festival di Telluride e Toronto, e che ha portato Penn a ben due candidature agli Oscar, oltre che ai DGA e ai WGA. Il film, che come abbiamo già detto è il suo capolavoro in assoluto, racconta l’avventura, il viaggio di Christopher McCandless (Emile Hirsch), giovane borghese che subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell’Alaska.

Sean Penn: ribellione e coraggio dentro e fuori dal set

Nella vita privata Sean Penn è un uomo impegnato nel sociale e molto di questo arriva nelle sue storie: è infatti del 2004 il resoconto pubblicato sul The San Francisco Chronicle del suo secondo viaggio nell’Iraq nel pieno della guerra: una guerra (anche se diversa) che viene raccontata nel suo ultimo film, con tutti i suoi orrori. Di grande spessore sono anche le interviste di Penn all’ex presidente venezuelano Hugo Chavez e a quello cubano Raul Castro, la prima concessa a un giornalista straniero, pubblicate rispettivamente da The Nation e The Huffington Post.

Il suo ultimo lavoro giornalistico, che potrebbe quasi sembrare una sceneggiatura per un film documentario, è stato per The Rolling Stone, quando in una giungla del Messico ha intervistato il boss della droga Joaquin “El Chapo” Guzman Loera, prima che venisse catturato dalle autorità messicane. Nel 2010 ha anche fondato un’associazione con medici, insegnanti e tantissimo personale per aiutare le popolazioni di Haiti e New Orleans a seguito del terremoto e dell’uragano che sconvolsero il mondo intero.

Il suo fare cinema in qualità di regista e non di attore è legato comunque a distribuzioni e produzioni indipendenti, a storie di nicchia e intime, seppur interpretate da grandi attori. È il caso di Lupo Solitario e Into the Wild, che colpiscono soprattutto per la loro intimità e per il coinvolgimento emotivo che lo spettatore riversa nei protagonisti, solitari appunto. Così come lo sono anche i due personaggi di Tre Giorni per la Verità e La Promessa, film che hanno un’ambientazione ed una sceneggiatura totalmente diverse, ma che condividono con gli altri la solitudine di due uomini che vivono nella ricerca di vendetta, chiusi nel proprio dolore.

Nella vita privata Sean Penn è un uomo impegnato nel sociale, e molto di questo arriva nelle sue storie

Dal punto di vista stilistico la seppur breve filmografia da regista di Sean Penn è principalmente incentrata su una regia molto attenta e curata, con ambientazioni spettacolari (soprattutto nel caso di Into the Wild). Un altro aspetto che si coglie facilmente dai suoi film è l’importanza che il regista dà ai dialoghi, ben strutturati, profondi e mai superflui. Capitolo a parte è invece quello della musica, elemento assolutamente centrale di tutti i suoi film: dal suo esordio che parte proprio dalla canzone di Springsteen fino all’ultimo The Last Face, la cui colonna sonora è firmata da uno dei più grandi musicisti contemporanei, Hans Zimmer, che aveva lavorato con Penn anche ne La Promessa.

Per Tre Giorni per la Verità si era invece affidato ad un altro grande compositore di colonne sonore, ovvero Jack Nitzsche che – giusto per citarne alcuni – ha scritto le musiche per Qualcuno volò sul nido del cuculo, 9 settimane e 1/2, Stand by Me e lo stesso Lupo Solitario. Per Into the Wild invece parliamo di una delle colonne sonore migliori degli ultimi anni, composta da Eddie Vedder, chitarrista e cantante dei Pearl Jam, che con la canzone “Guaranteed” ha vinto anche il Golden Globe.

Redazione

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