Scream 7 continua l’eredità dell’iconico franchise di Scream con un finale adeguatamente complesso e meta-cinematografico. Il settimo capitolo della celebre saga di Scream riporta l’attenzione sulla protagonista originale, Sidney Prescott. Ma il vero elemento di interesse risiede nell’identità degli assassini e in ciò che il finale implica per il futuro del franchise.
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Scream 7 introduce Tatum, la figlia adolescente di Sidney. La ragazza diventa un bersaglio centrale quando emerge un nuovo Ghostface, che afferma di essere Stu Macher, l’assassino originale creduto morto da tempo. Il film riporta in scena altri volti familiari, tra cui Gale Weathers e i gemelli Mindy Meeks-Martin e Chad Meeks-Martin, eliminando al contempo una nuova schiera di adolescenti sacrificabili con la consueta brutalità tipica della serie.
3Ghostface aveva pianificato di uccidere Sidney e trasformare Tatum nella nuova final girl
Il piano finale di Jessica e dei suoi complici è leggermente più meta rispetto a una semplice vendetta. Jessica è delusa da Sidney per essersi allontanata dai riflettori durante gli eventi di Scream VI. Ai suoi occhi, Sidney ha fallito nel suo ruolo di eterna final girl.
Gli assassini progettano di uccidere Sidney e di distruggere emotivamente Tatum assassinando davanti a lei tutte le persone che ama. In questo modo, Jessica intende forgiare una “Sidney 2.0”: una nuova sopravvissuta traumatizzata, plasmata dalla violenza. Ciò rappresenta il commento meta-cinematografico più evidente (e di fatto l’unico reale) del film.
Scream 7 affronta direttamente la domanda, presente anche nel mondo reale, se Neve Campbell possa – o debba – continuare a guidare il franchise indefinitamente. Presentando Tatum come possibile erede, il film costruisce un ponte narrativo tra l’eredità della saga e il suo futuro. L’ideologia di Jessica è distorta ma coerente sul piano tematico: i franchise horror hanno bisogno delle loro final girl e, se quella originale non vuole più svolgere il proprio ruolo, allora deve esserne creata una nuova.


