giovedì, Luglio 7, 2022
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Quei Bravi Ragazzi: 10 curiosità sul film di Martin Scorsese

A 30 anni dall’uscita di uno dei capolavori cinematografici di Martin Scorsese, vi proponiamo 10 curiosità su Quei Bravi Ragazzi, visto per la prima volta nelle sale cinematografiche italiane esattamente il 20 settembre 1990, dopo la presentazione alla Mostra Internazioanle d’Arte Cinematografica di Venezia, dove vinse il premio per la miglior regia. Una pellicola, quella di Scorsese, che ricevette anche molte candidature agli Oscar, vincendo la statuetta per il migliore attore non protagonista grazie alla magistrale interpretazione di Joe Pesci.

Il delitto paga bene

Nel 1986 esce negli Stati Uniti il romanzo scritto da Nicholas Pileggi, “Il delitto paga bene”. Si tratta della storia del noto criminale Henry Hill, che già da bambino entrò a far parte del giro mafioso newyorkese. Scorsese, dopo aver divorato le pagine del romanzo, chiamò immediatamente Pileggi e gli confidò che aspettava ormai da tempo l’uscita di un libro del genere; a sua volta lo scrittore rispose che aspettava da una vita una telefonata del genere. Da lì iniziò una grande collaborazione tra i due, che scrissero il film insieme. Per Pileggi quello fu l’inizio della sua grande carriera: divenne un esperto di mafia e qualche anno dopo scrisse Casinò, sempre per Scorsese, e produsse American Gangster di Ridley Scott.

Chi interpreterà Henry Hill?

Non sempre i registi hanno le idee chiare sulla scelta del cast; è anche vero che talvolta sono costretti a orientarsi sul alcuni attori piuttosto che su altri a causa del budget o delle pressioni da parte della produzione. Anche per Quei bravi ragazzi Scorsese ebbe qualche perplessità sugli attori cui far interpretare i ruoli. Basti pensare che per il personaggio di Henry Hill pensò dapprima a Tom Cruise, poi a Sean Penn e ad Alec Baldwin. Infine il regista, dopo aver visionato Qualcosa di travolgente, cominciò a pensare a Ray Liotta. Va precisato che non lo scelse subito, ma lo sottopose a molti provini che però non lo convinsero del tutto. Alla fine l’attore, al Festival di Venezia del 1988, in occasione della presentazione de L’ultima tentazione di Cristo di Scorsese, lo convinse a sceglierlo per la parte di Henry Hill per il sangue freddo dimostrato in una certa situazione: il regista, infatti, a causa dei contenuti forti del film presentato, era scortato da diverse guardie del corpo, che spintonarono Liotta quando tentò di avvicinarsi a Scorsese; l’attore però non si impaurì e riuscì infine a parlargli.

E chi interpreterà gli altri ruoli?

Anche per quanto riguardò la scelta del resto del cast, Scorsese si prese del tempo facendo diverse proposte. Per il ruolo di Karen Hill, moglie del gangster, pare che il regista ricevette due “no”, uno da parte di Ellen Barkin e l’altro da Madonna, che Scorsese notò in uno spettacolo a Broadway. Ingaggiò infine Lorraine Bracco, che accettò la parte. Per il ruolo di Jimmy Conway fu chiesto prima ad Al Pacino, che rifiutò perché temeva che interpretando più volte la parte del mafioso, il pubblico lo avrebbe sempre associato a quel personaggio; poi venne la volta del rifiuto di John Malkovich e  infine il “sì” di Robert De Niro.

Che resti tutto in famiglia

Le curiosità sul cast non sono finite! In Quei bravi ragazzi, infatti, troviamo Luciano Charles Scorsese e Catherine Cappa. Chi sono? Mamma e papà! Ebbene sì, il grande regista ha voluto introdurre i genitori nel mondo della recitazione facendo interpretare alla madre il ruolo della madre di Tommy e al padre quello di un carcerato (il gangster che cucina il sugo abbondando con le cipolle). Pare, tra l’altro, che Scorsese non avesse raccontato a mamma Catherine la trama del film per evitare di spaventarla. La donna si dimostra a suo agio davanti alla cinepresa, forse perché interpreta se stessa, una donna italoamericana protettiva nei confronti del figlio, alle prese con i fornelli. Nella vita reale i genitori di Scorsese svolgevano il mestiere di sarta e di impiegato in una lavanderia.

Funny

Una delle scene più memorabili di Quei bravi ragazzi è indubbiamente il dialogo tra Henry e Tommy, dove il primo dà del “buffo” al secondo. Questa scena, come altre del film, non era nella sceneggiatura ed è stata del tutto improvvisata. Tutto nasce da Joe Pesci, che raccontò a Scorsese un aneddoto di quando faceva il cameriere e di come una sera si era permesso di dare del buffo ad un cliente del ristorante dove lavorava, un gangster, scatenando la sua ira. Il regista, divertito dal racconto, decise di trasformalo in una scena, dando ai due attori la libertà di improvvisare. Il resto del cast non era a conoscenza di tale decisione e lo si può notare soprattutto guardando attentamente le espressioni degli attori che circondano Liotta e Pesci, soprattutto quella di chi gli siede dietro.

© 1990 – Warner Bros. Entertainment

Can’t Take My Eyes Off You

Lo sappiamo, questo pezzo non fa parte della colonna sonora di Quei bravi ragazzi ma di altre pellicole, come de Il cacciatore. Ma questo pezzo è cantato di Frank Villa & Four Seasons, un gruppo nato negli anni ’60, la cui storia viene raccontata nel film di Clint Eastwood Jersey Boys del 2014. Cosa ha a che vedere con la pellicola di Scorsese? Nel film troviamo molti elementi che citano il gruppo rock, come ad esempio il nome del personaggio Tommy DeVito, nome anche del chitarrista del gruppo, amico di Joe Pesci nella realtà. Inoltre, nella scena di un litigio tra Henry e la moglie, Karen si scaglia contro il marito chiedendogli se crede di essere Frank Villa, frontman dei Four Seasons.

Saul Bass

Saul Bass è stato uno dei più grandi illustratori di locandine cinematografiche, nonché colui che fece diventare i titoli di testa dei film una forma d’arte. Curò quelli di La donna che visse due volte, West Side Story, Alien, Quei bravi ragazzi, Casinò e tanti altri. Bass riteneva che i titoli di testa erano parte integrante del film e che dovevano far entrare lo spettatore nell’atmosfera del film fin dall’inizio. Vi consigliamo, ovviamente, di rivedere Quei bravi ragazzi e di soffermarvi sui i titoli di testa, semplici ma molto significativi.

È tutto vero!

Uno degli obiettivi di Scorsese era di rendere il film il più autentico possibile e tentò di farlo – a nostro avviso riuscendoci – in varie situazioni. Ad esempio, il denaro che utilizza De Niro nella scena seguente alla rapina sono 5 mila dollari veri, pare addirittura di proprietà dell’attore stesso. Per evitare che qualcuno se li intascasse, il regista obbligò il cast e la troupe a non uscire dal set prima di averli raccolti tutti e restituiti al proprietario. Inoltre Scorsese assunse due guardie per sorvegliare i gioielli, anch’essi veri e preziosissimi, che indossava il personaggio di Karen Hill.

Tagli alla pellicola

Dopo gli screen test, Scorsese fu costretto a tagliare e modificare alcune scene del film, come ad esempio quella che vedeva sua madre protagonista. La scena, in origine, durava molto più tempo, ma i dirigenti della Warner Bros. la criticarono perché troppo lunga e noiosa, tanto che doveva essere eliminata; ovviamente Scorsese si oppose proponendone una riduzione e vincendo la battaglia. Dopo gli screen test anche la scena di apertura della pellicola fu modificata, in quanto l’omicidio di Billy Bats per mano di Tommy DeVito constava di ben sette coltellate che, avendo costretto il pubblico ad abbandonare la sala per la ferocia della scena, furono ridotte a quattro.

Un Pesci di poche parole

Per guardare la premiazione degli Oscar 2021, dovremmo aspettare il 25 aprile, un’attesa più lunga del solito causata dal Covid-19. Era invece il 25 marzo 1991 quando Joe Pesci vinse il premio Oscar come migliore attore non protagonista per l’interpretazione di Tommy DeVito in Quei bravi ragazzi. I candidati allo stesso premio erano Andy Garcia per Il Padrino – Parte III, Al Pacino per Dick Tracy, Bruce Davison per Che mi dici di Willy? e Graham Greene per Balla coi lupi. Pensate che i ringraziamenti di Joe Pesci durarono solo 2 secondi scarsi! Fu più lungo il bacio con la presentatrice/attrice irlandese Brenda Fricker. Le parole di Joe Pesci furono: “It’s my privilege, thank you”, niente di più. Esiste una classifica dei discorsi di ringraziamento più brevi durante la premiazione degli Oscar e quello di Joe Pesci si classificò al sesto posto. Al primo troviamo un secco “Thank you” di Patty Duke (Oscar come migliore attrice non protagonista per Anna dei miracoli) e di Louie Psihoyos (Oscar come miglior documentario, La baia dove muoiono i delfini). Guardando il video della premiazione si capisce la grande emozione dell’attore nel ricevere il premio, che, seppur meritato, di certo non si aspettava.

Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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