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Odissea: dove è stato girato? Tutte le location del film di Christopher Nolan

Scopri tutte le location di Odissea di Christopher Nolan: dal Marocco alla Sicilia, passando per Grecia e Islanda, un viaggio tra i luoghi reali che hanno dato vita al poema di Omero.

Quando Christopher Nolan ha deciso di affrontare Odissea, sapeva di trovarsi davanti alla sfida più ambiziosa della sua carriera. Non soltanto per l’enorme portata narrativa del poema di Omero, ma soprattutto perché il regista inglese si è imposto un principio ormai diventato il marchio di fabbrica del suo cinema: rendere tangibile anche ciò che appartiene al mito.

Se in Interstellar aveva cercato di dare una forma credibile al cosmo e in Oppenheimer aveva ricostruito con precisione storica il Progetto Manhattan, questa volta Nolan ha dovuto confrontarsi con un mondo sospeso tra storia, leggenda e immaginazione. Per farlo ha scelto ancora una volta di privilegiare location reali, scenografie monumentali costruite fisicamente e il minor ricorso possibile agli effetti digitali, trasformando Odissea in una delle produzioni più impegnative da lui mai affrontate.

Un mondo mitologico costruito partendo dalla realtà

Per dare forma all’universo del film, Nolan ha richiamato la scenografa Ruth De Jong, candidata all’Oscar per Oppenheimer. La collaborazione è iniziata subito dopo la conclusione della sceneggiatura, nella primavera del 2024, con un obiettivo preciso: creare un mondo che fosse fantastico ma allo stesso tempo credibile.

La difficoltà era evidente fin dall’inizio. L’Età del Bronzo raccontata da Omero è infatti uno dei periodi meno documentati della storia mediterranea. Le testimonianze archeologiche sono frammentarie e gran parte delle ricostruzioni derivano da ipotesi elaborate dagli studiosi. Per questo motivo Nolan, De Jong e la ricercatrice visiva Lauren Sandoval hanno sviluppato un lungo lavoro di ricerca per comprendere cosa fosse realmente noto di quell’epoca e quali elementi dovessero invece essere ricostruiti attraverso deduzioni plausibili.

Il risultato non è una rappresentazione filologicamente assoluta della Grecia micenea, ma un universo coerente con le conoscenze storiche disponibili e perfettamente funzionale alla visione cinematografica del regista.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Sei Paesi per raccontare il viaggio di Ulisse

L’impresa logistica è stata enorme. Per rappresentare i numerosi regni visitati da Ulisse, la produzione ha trascorso mesi esplorando il mondo alla ricerca di paesaggi capaci di trasmettere lo stupore che gli antichi ascoltatori dell’Odissea dovevano provare ascoltando il racconto delle terre lontane. Nolan ha volutamente evitato l’immaginario classico dei kolossal hollywoodiani degli anni ’50 e ’60, spesso girati tra i deserti spagnoli o ispirati alla pittura romantica. L’obiettivo era costruire un viaggio molto più vario e imprevedibile.

Alla fine la produzione ha scelto di girare tra Marocco, Grecia, Italia, Islanda, Scozia e Stati Uniti, utilizzando i teatri di posa californiani soltanto per gli ambienti impossibili da realizzare direttamente sul posto. In appena 91 giorni di riprese distribuiti nell’arco di sei mesi, troupe e cast hanno affrontato condizioni climatiche estreme, venti, neve, pioggia e territori difficilmente accessibili.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Il Marocco diventa la leggendaria Troia

Il viaggio della produzione è iniziato nel febbraio 2025 in Marocco. Le spiagge di Essaouira, affacciate sull’Oceano Atlantico, sono state trasformate nel luogo in cui i Troiani ritrovano il celebre Cavallo lasciato dai Greci e da cui Ulisse salpa verso Itaca al termine della guerra.

Per la città di Troia, invece, Nolan ha scelto Aït Benhaddou, antico ksar patrimonio UNESCO, già utilizzato in numerose produzioni internazionali. Qui Ruth De Jong ha realizzato un gigantesco set integrato con l’architettura esistente, evitando il più possibile estensioni digitali.

La ricostruzione era impressionante: oltre 10.000 metri quadrati, più di 60 edifici, un Tempio di Atena alto undici metri, mura difensive realmente percorribili, grandi scalinate in pietra e spazio sufficiente per ospitare circa 2.000 comparse contemporaneamente. Persino quindici ulivi adulti sono stati trasportati e posizionati con gru per rendere ancora più naturale l’integrazione tra il set e il paesaggio marocchino.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Un Cavallo di Troia diverso da ogni precedente versione

Tra gli elementi più curiosi emerge la reinterpretazione del Cavallo di Troia. Nolan ha deciso di abbandonare l’iconografia tradizionale del gigantesco cavallo montato su ruote, optando per una soluzione ritenuta più credibile dal punto di vista narrativo.

Nel film il cavallo appare come un’offerta votiva destinata a Poseidone, parzialmente sommersa dalla sabbia e dalle onde sulla spiaggia. Saranno i Troiani stessi a trascinarlo con enorme fatica fino all’interno della città. Per le riprese sono stati costruiti diversi cavalli, tutti alti oltre dieci metri. Quello utilizzato a Essaouira è stato trascinato così tante volte sulle dune da richiedere continue riparazioni durante tutta la lavorazione.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Favignana è la nuova Itaca

Uno dei luoghi destinati a diventare iconici del film è senza dubbio Favignana, nelle Egadi. L’isola siciliana “interpreta” Itaca, patria di Ulisse, Penelope e Telemaco. Nelle campagne sono stati costruiti il villaggio, il porcile di Eumeo e altri edifici necessari al racconto, ma il cuore della produzione è stato il suggestivo Castello di Santa Caterina, una fortezza del XV secolo che domina l’isola dalla cima del monte omonimo. Secondo Nolan, è stato proprio il panorama osservato dalla cima a convincerlo definitivamente che quella fosse la vera Itaca del suo film.

Girare lì, tuttavia, si è rivelato estremamente complicato. Il Ministero della Cultura italiano ha autorizzato le riprese e la costruzione di strutture temporanee, ma ha negato la realizzazione di una strada di accesso. La produzione ha quindi installato una funicolare provvisoria e organizzato un servizio di elicotteri per trasportare attrezzature e materiali. Cast e troupe, compresi Christopher Nolan e la produttrice Emma Thomas, hanno però affrontato quotidianamente la salita a piedi per circa tre settimane, trasformando quella lunga camminata in una sorta di rito collettivo.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Il palazzo di Ulisse ricostruito in California

Se gli esterni appartengono a Favignana, gli interni del palazzo di Ulisse sono stati realizzati in uno dei teatri di posa di Los Angeles. Il gigantesco set costruito da Ruth De Jong riproduceva fedelmente l’architettura ispirata al castello siciliano, integrandola con elementi dell’Età del Bronzo.

Comprendeva il megaron, le stanze di Penelope e numerosi ambienti collegati tra loro. L’intera struttura occupava uno spazio paragonabile a quello di un campo da calcio ed era alta tre piani, permettendo di ospitare sia le scene più intime sia il grande combattimento conclusivo del film.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Grecia e Islanda diventano i luoghi del mito

Per alcune delle sequenze più leggendarie della sua Odissea, Nolan ha scelto luoghi realmente legati alla tradizione mitologica. L’incontro con Polifemo è stato girato nella Grotta di Nestore, nel Peloponneso, una cavità naturale frequentata fin dal Neolitico e già associata da secoli a racconti della mitologia greca.

Per rappresentare invece l’Ade, il regista si è spinto fino in Islanda, sfruttando i paesaggi vulcanici, il sole di mezzanotte e condizioni atmosferiche particolarmente ostili. L’idea era quella di allontanare visivamente il viaggio di Ulisse dal Mediterraneo, trasformando la discesa nell’oltretomba in un percorso verso un mondo sempre più freddo, remoto e alieno.

The Odyssey © Universal Studios. All Rights Reserved.

Il viaggio come esperienza reale

Guardando l’elenco delle location utilizzate da Christopher Nolan, emerge con chiarezza la filosofia che ha guidato l’intera produzione. Ogni ambiente è stato scelto per offrire agli attori una dimensione fisica concreta, fatta di vento, mare, rocce, montagne e paesaggi realmente attraversabili. Non semplici sfondi, ma elementi narrativi capaci di influenzare il tono e la percezione del viaggio.

È una scelta perfettamente coerente con il cinema di Nolan, da sempre interessato a privilegiare ciò che esiste davvero davanti alla macchina da presa. Nel caso di Odissea, però, questa filosofia raggiunge probabilmente il suo punto più estremo: trasformare uno dei racconti fondativi della mitologia occidentale in un’avventura che, pur parlando di dèi e mostri, sembra appartenere al nostro mondo.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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