venerdì, Ottobre 7, 2022
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Margot Robbie: un’attrice dal talento “fantasmagorico”

C’è un momento nella carriera di un attore in cui tutti – pubblico e addetti ai lavori – capiscono di non essere più di fronte a un bravo mestierante ma al cospetto di un grande interprete. Spesso non si tratta neanche della caratterizzazione di un personaggio, quanto di una singola scena, o magari di una battuta, o forse di un’espressione. È un qualcosa che potremmo associare al punctum di cui parlava il filosofo Roland Barthes quando disquisiva di fotografia nel suo libro “La camera chiara”. Un elemento che ci risveglia dal torpore e ci colpisce nel profondo, che tocca la nostra parte emotiva. Talvolta è qualcosa che non riusciamo ad afferrare razionalmente in maniera immediata; siamo consapevoli solo del fatto che ci scuote.

Per Margot Robbie questo momento è rappresentato da una sequenza di Tonya di Craig Gillespie, il film grazie al quale tutti ci siamo accorti di lei come attrice, e abbiamo compreso che non ne potevamo più fare a meno (in qualità di spettatori). Nel complesso della sua efficace interpretazione – per la quale ha avuto anche il riconoscimento della candidatura come “Miglior Attrice Protagonista” agli Oscar – c’è una sequenza entusiasmante, animata esclusivamente dalla sua interprete.

Si tratta infatti di una sequenza contraddistinta praticamente da un’unica ripresa monopuntuale (un primo piano della protagonista), non ci sono quindi cambi di inquadratura. Siamo nel pre-gara e Tonya Harding – lo ricorderete, il film si basa sull’incredibile storia vera della stella del pattinaggio statunitense – si ritrova da sola nel suo spogliatoio. È davanti a uno specchio e, pur essendo divorata dall’ansia e dalla paura di fallire, cerca di sforzarsi a sorridere, in modo tale da essere presentabile per quando deve “entrare in scena”. È una lotta serrata, muscolare ed emotiva, del personaggio contro il suo stato d’animo; ed è anche un momento di grandissimo cinema. Nel giro di una manciata di secondi, Margot Robbie è capace di trasmettere allo spettatore tutta la tragicità insita nello stato d’animo della protagonista. Una prova d’attrice che ha cambiato per sempre la percezione del pubblico su di lei e che ha trasformato un’interprete come tante in una grande attrice.

In fin dei conti chi se lo sarebbe mai aspettato da quella giovane di cui il pubblico di tutto il mondo si è accorto in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese? In un film “Leonardo-DiCaprio-centrico”, la figura della Robbie non poteva che rimanere in disparte e di lei rimase più impresso il fascino rispetto alla bravura. Confessiamolo, un po’ tutti all’epoca abbiamo pensato che si trattasse di una delle classiche belle meteore del cinema: bionda, giovane, sensuale… buona per finire relegata a ruoli di “belloccia”. Eppure di strada ne ha fatta questa ragazza australiana che, come altri suoi colleghi e conterranei (Russell Crowe, tanto per dirne uno), si è fatta le ossa nella serie tv nazionale Neighbours (vi ha recitato dal 2008 al 2011).

Margot Robbie, un’attrice dal talento “fantasmagorico”

Al suo meritato successo hanno naturalmente contribuito anche una serie di pellicole azzeccate, capaci di offrirle la possibilità di cimentarsi in ruoli molto diversi tra loro. Abbiamo citato Tonya, il film che l’ha di fatto “lanciata”, ma non si possono non ricordare Maria regina di Scozia di Josei Rourke, dove interpreta la regina d’Inghilterra Elisabetta I ed intrattiene un “duello recitativo” di altissimo livello con la collega Saoirse Ronan. E che dire poi dell’exploit in C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino? In questo caso da elogiare non è solo il fatto che la Robbie dimostra di avere la stessa “portata scenica” degli altri due attori co-protagonisti del film (certamente più navigati), Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, ma anche la caratterizzazione che l’attrice offre della compianta Sharon Tate, che – e ditemi se è poco – ha ricevuto anche il plauso di una spettatrice molto particolare: la sorella della Tate.

Se i primi due film sopra citati hanno messo in evidenza le qualità di Margot Robbie come attrice drammatica, il film di Tarantino ne ha confermato le sue doti di interprete brillante. Certo, questo lo avevamo già capito qualche anno fa, quando l’attrice venne scelta per vestire i panni dell’affascinante villain Harley Quinn (la fidanzata di Joker) nel cinecomic dell’universo DC Suicide Squad di David Ayer, nella quale offriva una caratterizzazione scoppiettante del personaggio, destinata a rimanere impressa nell’immaginario degli spettatori di gran lunga più del film in sé.

Non è certamente un caso se, nel tentativo di portare avanti la saga DC, la Warner Bros. ha scelto di puntare tutto proprio sul personaggio interpretato dalla Robbie, che è proprio in questi giorni al cinema con Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn di Cathy Yan, sequel della precedente pellicola diretta da Ayer.

Una carriera in ascesa quella di Margot Robbie, come testimonia anche il fatto che l’attrice tornerà sugli schermi italiani anche a marzo, nell’atteso film d’inchiesta Bombshell – La voce dello scandalo. Il film, diretto da Jay Roach, racconta la storia delle donne membri del personale della Fox News e dei loro scontri con il fondatore dell’emittente Roger Ailes, accusato di molestie sessuali. Un film tutto al femminile, dove la Robbie (candidata per il film come “Migliore Attrice Non protagonista” ai prossimi Oscar), recita al fianco di due altre grandi interpreti quali Charlize Theron (anche lei candidata come attrice protagonista) e Nicole Kidman.

Eppure, nonostante i grandi successi che contraddistinguono il suo curriculum, passando in rassegna l’evoluzione dell’attrice, si ha la sensazione che la sua carriera sia ancora in una fase “embrionale”, ovvero quella in cui addetti ai lavori, pubblico e probabilmente la stessa Robbie stanno ancora cercando di capire fin dove le sue qualità possano portarla. Tutto dipenderà naturalmente dai ruoli che le verranno offerti e dalla capacità di saper scegliere accuratamente i film a cui prendere parte. Ma, ne siamo convinti e siamo pronti anche a scommetterci: Margot Robbie è destinata a diventare una delle interpreti più importanti della sua generazione e, chissà, magari sarà capace anche di scrivere una pagina importante della storia del cinema.

Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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