Jack Nicholson: 80 anni di cinema, libertà e paura

scritto da: Redazione

Uno dei migliori attori di sempre. Una carriera strepitosa iniziata nel 1958 con The Cry Baby Killer, decine di film all’attivo (molti dei quali hanno segnato la storia del cinema internazionale), tre premi Oscar e un’enorme quantità di altri riconoscimenti. In occasione del suo 80esimo compleanno, dedichiamo a Jack Nicholson la nostra nuova Top 10 con dieci delle sue migliori interpretazioni.

Jack Nicholson: 80 anni di cinema, libertà e paura

10. Professione Reporter, 1975

Diretto da Michelangelo Antonioni, il film è sicuramente uno dei più studiati nelle università di cinema, inserito nella lista dei 500 migliori film della storia secondo la rivista Empire, soprattutto per l’aspetto stilistico e la perfezione nella costruzione di alcune scene. La pellicola nasce come un thriller, ma in realtà il giallo è un mistero di cui sappiamo già tutto, ossia il cambio d’identità del reporter che da tempo sognava di cambiar vita. David Locke, personaggio interpretato da Jack Nicholson, è innanzitutto uno dei pochi protagonisti maschili dei film del regista italiano, che generalmente prediligeva le donne; ma soprattutto, è un personaggio distante da quelli che l’attore aveva interpretato fino a quel momento. Con la sua interpretazione riuscì a far percepire allo spettatore le incertezze, le assenze, i vuoti ed il malessere esistenziale del suo Locke. Impossibile dimenticare il lungo piano sequenza di circa 8 minuti che chiude il film: un pezzo di storia del cinema!

9. Easy Rider, 1969

Dennis Hopper dirige un giovanissimo Jack Nicholson nei panni del motociclista George Hanson che, insieme a Wyatt (Peter Fonda), attraversa gli Stati Uniti in moto. Un cult degli anni ’70, un film senza tempo che si inserì in un contesto culturale molto forte come quello del ’68; il road movie per eccellenza, che fece guadagnare a Nicholson la sua prima nomination agli Oscar. Una delle più famose sequenze della pellicola è sicuramente quella in cui, durante una sosta del viaggio, i motocicilisti parlano di ufo, marihuana e libertà…

8. Cinque Pezzi Facili, 1970

Diretto da Bob Rafelson (con il quale ha lavorato ben 6 volte), Jack Nicholson interpreta un pianista, Bobby, che dopo aver interrotto per anni i rapporti con la famiglia, decide di riavvicinarsi quando scopre che suo padre è malato. Seconda nomination all’Oscar per Nicholson come migliore attore protagonista.

7. A Proposito di Schmidt, 2002

Diretto da Alexander Payne, il film è una commedia drammatica che racconta la vita di un uomo che, dopo essere andato in pensione, rimane improvvisamente vedovo dopo 42 anni di matrimonio, cercando di riavvicinarsi alla figlia. Diverse le scene commoventi all’interno delle pellicola, per il quale Jack Nicholson fu nuovamente candidato agli Oscar: noi abbiamo scelto una delle lettere che scrive a Ndugu, in cui racconta le sue sensazioni e la morte della moglie.

6. Batman, 1989

Di film dedicati all’eroe di Gotham City ce ne sono tanti; di Batman e dei suoi arcinemici altrettanti. I Joker di Heath Ledger e Jared Leto sono stati straordinario, ma nell’immaginario collettivo il più leggendario sarà sempre quello di Jack Nicholson nel film diretto da Tim Burton. Divertente, cattivo, con il suo inimitabile ghigno, l’attore mise tutto sé stesso nella performance, tanto che andò su tutte le furie quando venne a sapere che ci sarebbe stato un nuovo Joker!

5. Voglia di Tenerezza, 1983

Una pellicola che fece incetta di premi Oscar e Golden Globe, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura (andati tutti a James L. Brooks), ma anche migliore attrice protagonista a Shirley MacLaine e miglior attore non protagonista a Jack Nicholson. Un film romantico, malinconico e drammatico, di quelli che ti entrano nel cuore, sicuramente anche grazie ai due protagonisti.

4. Qualcosa è Cambiato, 1997

Film con il quale Jack Nicholson vinse il suo terzo Oscar, nuovamente diretto da James L. Brooks. Nella pellicola è Melvin, uno scrittore di romanzi che soffre di disturbi ossessivo compulsivi, insultando gli altri continuamente. Fino a che non incontra Carol, interpretata da una straordinaria Helen Hunt.

3. Chinatown, 1974

Diretto da Roman Polanski, il film è stato inserito nel 2008 al ventunesimo posto tra i 100 migliori film statunitensi dall’American Film Institute. In un noir a dir poco perfetto, Jack Nicholson veste i panni del detective privato Jake Gittes, ingaggiato dalla sedicente signora Mulwray (Faye Dunaway) per indagare sulle presunte scappatelle del marito. Ma quello che per Gittes poteva sembrare un lavoro come un altro, andrà ben presto oltre le sue aspettative. Nel film l’attore interpreta uno dei suoi personaggi più sexy e affascinanti di sempre, in uno stile talmente straordinario da ricordare tantissimo Humprey Bogart.

2. Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, 1975

“Voi non siete pazzi”, dice McMurphy agli altri pazienti delĺ’ospedale durante uno dei suoi monologhi, in una delle scene più rappresentative della pellicola. Il film, diretto da Milos Forman, introdusse sul grande schermo il tema degli ospedali psichiatrici, denunciando i trattamenti a cui venivano sottoposti i pazienti. Insieme a Il Silenzio degli Innocenti e ad Accadde Una Notte è tra i film che hanno vinto l’Oscar in tutte e cinque le principali categorie (film, regia, attore, attrice e sceneggiatura) ed è stato anche inserito nella lista dei migliori 100 film statunitensi.

1. Shining, 1980

“Weeendy!!! Tesoro! Luce della mia vita!”. Neanche a dirlo, l’interpretazione di Jack Nicholson nei panni di Jack Torrance in Shining, il capolavoro di Stanley Kubrick, è probabilmente una delle più straordinarie e memorabili di sempre. Quasi impossibile scegliere una sola scena, ma dovendolo fare, abbiamo scelto la sequenza in cui Jack Torrance impazzisce definitivamente ed insegue, tra i corridoi dell’Overlook Hotel, la moglie Wendy con l’accetta in mano.

Redazione

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