IT: 5 cose che i film hanno fatto meglio della miniserie (e viceversa)

scritto da: Stefano Terracina

Stephen King ha trascorso più di quattro anni a scrivere quello che è considerato ancora oggi il suo romanzo più celebre, ossia IT, pubblicato nel lontano 1986. Un romanzo brillante e controverso che da molti è sempre stato considerato “infilmabile”. Nel 1990 venne realizzata per la ABC una miniserie in due parti con protagonista Tim Curry (The Rocky Horror Picture Show) nel ruolo dell’astuto e terrificante Pennywise. Inizialmente, doveva essere realizzato un film in ben dieci parti – una vera e propria saga cinematografica – che avrebbe dovuto vedere dietro la macchina da presa nientemeno che George A. Romero. Il progetto è stato poi accantonato, trasformato in un film destinato al piccolo schermo della durata di tre ore e affidato alla regia di Tommy Lee Wallace. A causa dei drastici cambiamenti apportati al materiale originale, la miniserie venne accolta in maniera negativa, nonostante negli anni sia diventata – grazie soprattutto alla diffusione in home video – un vero e proprio cult.

IT – CAPITOLO UNO: leggi la recensione del film

Da allora, nessuno ha più avuto il coraggio di realizzare un nuovo adattamento del romanzo, fino a quando la Warner Bros. e l’argentino Andy Muschietti – regista de La Madre – hanno deciso che era finalmente giunto il momento di realizzare un film destinato al grande schermo. IT – Capitolo Uno è arrivato nelle sale di tutto il mondo nel 2017, mentre IT – Capitolo Due è stato distribuito lo scorso settembre: entrambi i film hanno conquistato il box office mondiale e sono riusciti a mettere più o meno d’accordo la critica internazionale. Per quanto anche i film presentino dei cambiamenti sostanziali rispetto al libro originale, è innegabile che il risultato finale sia stato di gran lunga più dignitoso di quello della miniserie del 1990. Entrambi gli adattamenti, comunque, presentano una serie di punti di forza e debolezze. Ecco dunque una lista di 5 cose che i film hanno fatto meglio della miniserie e di 5 cose che la miniserie è riuscita a fare meglio dei film!

IT – CAPITOLO DUE: leggi la recensione del film

10. Fedeltà al romanzo (Miniserie)

È innegabile quanto Andy Muschietti abbia compiuto uno sforzo enorme per far sì che i suoi adattamenti cinematografici rispettassero il più possibile il romanzo originale. Eppure, i due film diretti dal regista argentino hanno spinto la storia di Pennywise in una direzione molto diversa, allontanandosi dal materiale originale in modi differenti Nello specifico, i film di Muschietti sono ambientati in un periodo di tempo completamente diverso rispetto libro: i fatti avvengono negli anni ’80 e nel 2016, mentre nel romanzo la storia dei Perdenti si svolge negli anni ’50 e poi negli anni ’80. I film di Muschietti hanno anche apportato tutta una serie di modifiche sostanziali al materiale di partenza, come i retroscena sull’origine di Pennywise. Da questo punto di vista, anche la miniserie degli anni ’90 ha stravolto di parecchio l’opera originale, ma l’ambientazione era la medesima e alcuni elementi del macroverso kinghiano sono comunque stati rispettati.

09. La paura (Film) 

Sono in molti oggi a considerare la miniserie degli anni ’90 come abbastanza ridicola. Considerato il budget ridotto con il quale è stata realizzata, di scene davvero terrificanti al suo interno ce ne sono davvero ben poche, nonostante la straordinaria interpretazione di Tim Curry. Per quanto riguarda i film di Andy Muschietti, possiamo tranquillamente affermare che di scene terrificanti in entrambi ce ne sono abbastanza, e anche parecchio spaventose. Naturalmente, con un budget superiore la produzione ha potuto contare sulla realizzazione di scene con un numero elevato di effetti speciali che potessero garantire quanto desiderato, ossia far letteralmente sobbalzare lo spettatore dalla sedia. Anche grazie all’ottima prova offerta da Bill Skarsgard, è innegabile che in termini di “paura”, i film abbiano superato di gran lunga la miniserie.

08. L’effetto nostalgia (Miniserie)

La miniserie degli anni ’90 potrà anche non essere rimasta fedele al romanzo dal punto di vista dei dettagli più cruenti e della rappresentazione dell’orrore viscerale, ma è innegabile quanto il lavoro sull’elemento nostalgico sia perfettamente riuscito. La prima parte della miniserie con i Perdenti da bambini, ambientata negli anni ’50, comprendeva alcune scene iconiche come quella dei piccoli protagonisti che vanno al cinema a vedere “I Was A Teenaged Werewolf” (1957), riuscendo a veicolare l’effetto nostalgia in maniera perfetta. Anche la prima parte del film di Muschietti, essendo ambientata negli anni ’80, ha giocato molto su questo aspetto, ma purtroppo era qualcosa che il pubblico aveva già avuto modo di sperimentare – abbastanza di recente – con la prima stagione di Stranger Things. La miniserie del 1990, quindi, ha saputo giocare maggiormente sull’aspetto nostalgico.

07. Il casting (Film)

Per quanto si trattasse di una miniserie destinata alla tv, il cast era piuttosto impressionante, da Tim Curry a John Ritter, passando per Annette O’Toole, Jonathan Brandis, Seth Green e Olivia Hussey. Ciononostante, in termini di casting l’adattamento di Muschietti rimane imbattibile: non solo per la scelta dei giovani attori che hanno interpretato i Perdenti da bambini, ma anche e soprattutto per gli attori che sono stati selezionati per interpretare le loro controparti adulte, ognuno dei quali ha perfino mostrato una certa somiglianza con i corrispettivi del primo film, risultando assolutamente credibili. Un casting azzeccatissimo!

06. Il “gergo” dei Perdenti (Miniserie)

Il gergo, il modo di parlare tipico degli anni ’50, potrebbe apparire datato e anche banale allo spettatore di oggi: in realtà, il romanzo originale era pieno di espressioni e modi di dire tipici di quel periodo. La miniserie degli anni ’90 ha preso gran parte di quel modo di parlare e di esprimersi e lo ha trasposto in maniera abbastanza fedele sul piccolo schermo. I film di Andy Muschietti, invece, erano per forza di cose rivolti ad un pubblico più fresco, giovane e moderno.

05. L’amicizia (Film) 

Il cast della miniserie ha innegabilmente svolto un grande lavoro e, in larga misura, è riuscito a restituire quella chimica che ha reso i legami tra i personaggi e le loro dinamiche decisamente credibili. Nei suoi film, però, Muschietti ha compiuto un lavoro ancora più enorme, con due gruppi di attori di età differente che hanno dimostrato una chimica pazzesca gli uni nei confronti degli altri. Proprio per questo il tema dell’amicizia è risultato negli adattamenti cinematografici ancora più importante e profondo.

04. Le storie dei Perdenti (Miniserie) 

Per quanto i due adattamenti cinematografici abbiano incorporato al loro interno un ragionevole quantitativo di retroscena sul passato e sul presente dei Perdenti, Muschietti ha preferito concentrarsi sul “qui e ora”, quindi sugli avvenimenti che li hanno visti coinvolti tanto negli anni ’80 quanto nel 2016. Nel caso della miniserie, invece, l’attenzione è stata posta maggiormente sullo sviluppo dei personaggi e sulle singole storie di ogni membro del Club.

03. Pennywise, il clown ballerino (Film) 

Tim Curry è stato il primo attore a dare vita all’iconico, spaventoso Pennywise, e ci sarà sempre un elemento inquietante legato alla sua interpretazione nella miniserie. Tuttavia, Bill Skarsgard è riuscito a catturare alla perfezione ogni aspetto del clown ballerino, regalando un’interpretazione indimenticabile e assolutamente terrificante in entrambi i film.

02. Gli effetti di Pennywise sugli abitanti di Derry (Miniserie)

Uno degli elementi più affascinanti del romanzo originale è rappresentato dalla descrizione degli effetti che i poteri di Pennywise hanno sugli abitanti di Derry. Il primo film di Muschietti ha toccato velatamente questo argomento, mentre il secondo lo ha completamente ignorato. La miniserie, invece, è riuscita ad includere al suo interno questo particolare della narrazione, descrivendo gli abitanti di Derry come persone disattente, irresponsabili, soprattutto inquietante ed ignare del pericolo, proprio grazie all’influenza del clown danzante.

01. L’attenzione ai dettagli (Film)

La quantità di dettagli inserita da Andy Muschietti nei suoi adattamenti cinematografici è stata davvero impressionante. È innegabile quanto tutta la troupe abbia speso tempo per inserire i numerosissimi riferimenti presenti all’interno del film, i quali hanno donato molta più profondità all’adattamento e al tempo stesso omaggiato il romanzo originale. La miniserie, invece, è stato un progetto molto più travagliato, realizzato alla fine in maniera palesemente frettolosa. Di conseguenza, molti dettagli non sono stati sviscerati, anche perché alla fine la durata totale è stata ridotta rispetto a quella pensata in origine.

Stefano Terracina

Direttore responsabile e editoriale | Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)


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