HomeApprofondimentiIl Silenzio degli Innocenti: curiosità sul film con Anthony Hopkins

Il Silenzio degli Innocenti: curiosità sul film con Anthony Hopkins

Nel 1988 usciva uno dei romanzi contemporanei più letti ed apprezzati, The Silence of the Lambs o, in lingua italiana, Il Silenzio degli Innocenti, dello scrittore e giornalista statunitense Thomas Harris. Era il secondo libro, dopo “Il delitto della terza luna”, dove compariva il personaggio dello psichiatra e serial killer Hannibal Lecter.

Solo tre anni dopo, nel 1991, usciva la versione cinematografica del romanzo, diretta da Jonathan Demme, regista, produttore, documentarista e sceneggiatore statunitense, celebre anche per aver girato, solo due anni dopo, Philadelphia con Tom Hanks e Denzel Washington. Il film Il Silenzio degli Innocenti, interpretato da una giovanissima Jodie Foster e da uno strepitoso Anthony Hopkins, entrambi vincitori per questa pellicola del premio Oscar come migliori attori, racconta la storia del pluriomicida Buffalo Bill. L’FBI è a caccia dell’uomo da tempo, ma non riuscendo a risolvere il caso, si rivolge ad un detenuto con precedenti simili, lo psichiatra Hannibal Lecter (Hopkins). Questi vive da oltre otto anni nel manicomio criminale di Baltimora, ma sembra non voler collaborare, fino a quando il caso non viene affidato alla giovane recluta Clarice Starling (Foster).

Il rapporto tra i due è molto particolare, in quanto Hannibal, prima di fornire alla ragazza degli indizi per la sua indagine, la psicoanalizza, facendole ricordare alcuni traumi infantili, come quello della macellazione degli agnelli (da qui il titolo originale). La collaborazione tra i due sarà indispensabile ai fine della risoluzione del caso “Buffalo Bill”. Vi proponiamo di seguito una serie di curiosità su questa celebre pellicola.

Anche se per poco, ha vinto il Premio Oscar

Nato a Margam il 31 dicembre 1937, Sir Philip Anthony Hopkins ottiene nel 1992 il premio Oscar come migliore attore protagonista per il ruolo di Hannibal Lecter ne Il Silenzio degli Innocenti. Certamente la vittoria della statuetta non è un evento così strano, date le grandi capacità attoriali di Hopkins; ciò che però stupisce e fa sorridere è il fatto che l’attore abbia recitato in questo film per soli 24 minuti e 52 secondi. Possiamo dire che è stato un record! Ma sappiate che l’attore britannico non è stato l’unico: infatti, nel 1964 Patricia Neal vinse il premio Oscar come migliore attrice protagonista per l’interpretazione del personaggio di Alma Brown nel film Hud, il selvaggio di Martin Ritt con Paul Newman, recitando solo per 21 minuti e 51 secondi.

Metodo Stanislavskij?

Per interpretare al meglio il personaggio di Hannibal Lecter, Anthony Hopkins si ispirò fortemente a uno dei serial killer più celebri della storia, Charles Manson. Guardò attentamente gran parte dei video degli interrogatori fatti dalla polizia all’uomo e si accorse che egli non sbatteva mai le palpebre. Riprese quell’atteggiamento, offrendo al regista uno sguardo di grande intensità ed inquietudine. Hopkins, inoltre, partecipò a molti processi giudiziari, visitò vari carceri e vide alcune interviste ad altri serial killer.

Improvvisiamo!

Anthony Hopkins aveva molto a cuore questo film, tanto che lavorò duramente alla sua interpretazione, prendendo spesso iniziativa sul set ed improvvisando. Una celebre improvvisazione è lo sgradevole risucchio che fa a denti stretti dopo aver raccontato al personaggio di Clarice di aver mangiato il fegato ad un uomo che lo stava interrogando, pietanza accompagnata da “un bel piatto di fave e un buon chianti”. Anche il discorso che pronuncia poco prima, sulle origini contadine di Clarice, è frutto di un’improvvisazione di Hopkins, nata dal fatto che Jodie Foster aveva ancora l’accento del sud e che Hopkins voleva creare una reazione ancora più vera da parte dell’attrice. Difatti quelle parole ferirono ed innervosirono realmente la Foster, che in seguito però ringraziò Hopkins per aver generato in lei una tale reazione.

Indagine sulla citazione

“Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti”. Questa citazione è stata inserita nella classifica delle migliori citazioni cinematografiche dall’AFI (American Film Institute), che l’ha introdotta alla ventunesima posizione. Nel romanzo de Il silenzio degli innocenti, “il bicchiere di Chianti” è in realtà “una bottiglia di Amarone”. Secondo alcune teorie, la frase di Hannibal ha un significato nascosto: la classe di antidepressivi I-MAO ha degli effetti pericolosi se associata proprio a fegato, fave e vino, perché contengono la tiramina, una sostanza tossica qualora entrasse in contatto con quegli psicofarmaci.

Una storia che fa paura

Jodie Foster e Anthony Hopkins non furono i primi attori a cui fu chiesto di interpretare i personaggi di Clarice e di Hannibal. Per il ruolo maschile dapprima fu interpellato Sean Connery che, dopo aver letto la sceneggiatura, rifiutò la parte definendo il personaggio di Hannibal rivoltante. Per un giudizio negativo nei confronti della storia e da questa terrorizzate, prima Michelle Pfeiffer e poi Meg Ryan decisero di non vestire i panni di Clarice.

La creazione del personaggio di Buffalo Bill

Jame Gumbe, soprannominato Buffalo Bill, è un personaggio nato dalla penna di Thomas Harris, per il quale lo scrittore pare che si sia ispirato a tre serial killer: Ed Gein, Ted Bundy e Gary M. Heidnik. Il primo squartava le proprie vittime e creava degli indumenti o pezzi di arredo con parti del loro corpo; il secondo avvicinava le proprie prede, perlopiù donne, fingendo di essere disabile e talvolta tornava sulla scena del crimine per avere rapporti sessuali con i corpi delle vittime, ormai in decomposizione; Gary M. Heidnik torturava e seviziava le sue donne tenendole a lungo all’interno di un seminterrato.

Le idee che vengono dal dentista

Per la scena in cui Hannibal Lecter viene trasferito da Baltimora, la sceneggiatura prevedeva che il personaggio indossasse una tuta gialla o arancione. Tuttavia Anthony Hopkins convinse il regista e la costumista a cambiare colore e di optare per un bianco candido, al fine di rendere più inquietante il personaggio. L’attore poi ammise che l’idea gli era venuta dal dentista, in un momento di paura.

Incassi

Il film ha recuperato il budget iniziale già nella prima settimana di uscita nelle sale. Il silenzio degli innocenti è costato 19 milioni di dollari, incassandone più di 272!

La locandina

Nella locandina del film, vi è l’immagine di una donna con una falena appoggiata sulle labbra. Infatti il serial killer Buffalo Bill inserisce sempre nella bocca delle sue vittime un esemplare di acheronzia atropos, un tipo di lepidottero. Tuttavia nella locandina vediamo che al posto della macchia naturale dell’insetto, è stata inserita una foto di Salvador Dalì, Voluptas Mors, che raffigura sei donne  disposte in modo da formare un teschio.

Il lepidottero di cioccolato

Il lepidottero che viene inserito nella bocca della prima vittima è stato realizzato utilizzando i Tootsie Rolls, delle caramelle morbide al cioccolato, mischiate ai celebri orsetti gommosi, in modo da essere commestibile qualora fosse stato ingerito accidentalmente.

L’apparizione del padre degli zombie

Ne Il Silenzio degli Innocenti appare anche il regista horror George A. Romero, che veste i panni di un poliziotto nella scena in cui Hannibal Lecter lancia dalla cella a Clarice il questionario su Buffalo Bill.

Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI