giovedì, Luglio 29, 2021
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Il Cavaliere Oscuro: 10 curiosità sulla trilogia di Christopher Nolan

La trilogia de Il Cavaliere Oscuro, diretta da Christopher Nolan e formata da Batman Begins (2005), Il Cavaliere Oscuro (2008) e Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno (2012), segna un cambiamento radicale nelle modalità di rappresentazione hollywoodiane della tradizionale figura del supereroe. Non più personaggio straordinario (nel senso etimologico del termine), eretto a baluardo di tutto ciò che noi comuni mortali non potremo mai essere, ma uomo prima di tutto, colto in tutte quelle debolezze e fallibilità così drammaticamente familiari da chiamarci in causa direttamente, come parte attiva ai cambiamenti che vorremmo apportare ad un mondo ormai irrimediabilmente compromesso nelle sue strutture sociali ed economiche.

In quest’ottica, è assolutamente emblematico che Il Cavaliere Oscuro sia uscito quasi contemporaneamente ad Iron Man: Tony Stark e Bruce Wayne sono accomunati dallo stesso “super-potere”, la ricchezza, ma se uno è letteralmente proiettato verso lo spazio, l’altro è calato nel mondo oscuro ed inquietante della vita vera, drammaticamente sommerso e quasi schiacciato dal peso di tutto ciò che va oltre il suo stesso controllo. Gotham City, riflesso distorto di una New York dolorosamente ferita e costretta a fare i conti con lo scenario “apocalittico” del post 11-settembre e della crisi economica, diventa così emblema non soltanto della società americana tutta, ma di qualsiasi spinta disperata a risorgere e quindi a ricostruire, laddove regnino unicamente caos e angoscia.

Gli antagonisti con cui Batman si fronteggia in ciascun film sono rappresentazione della potenziale degenerazione di sentimenti quali paura, angoscia e desiderio di rivalsa: questi ultimi, se non incanalati verso un bene comune, si rivelano un’arma a doppio taglio, pericolosi strumenti di supremazia in mano a forze oscure, pronte in qualsiasi momento a portare dalla propria parte una popolazione sempre più duramente provata dalle ingiustizie sociali.

In un contesto ormai privo di un confine netto tra bene e male, in cui anche le figure politiche che dovrebbero salvaguardarlo si rivelano deboli e corruttibili (Harvey Dent), il raggio di azione di chi sarebbe ufficialmente deputato a garantire l’ordine pubblico risulta assai limitato. Colui che sia chiamato a vigilare su questo mondo ormai irrimediabilmente compromesso dovrà farlo da una posizione “altra”, esterna a qualsiasi ruolo prescritto a priori dalla società: un guardiano silenzioso, come lo definisce (non a caso) proprio James Gordon, il capo della polizia locale.

A distanza di otto anni dall’uscita nelle sale del capitolo conclusivo della trilogia, l’universo dark di Batman non ha ancora esaurito il proprio potenziale narrativo. Lo abbiamo visto recentemente con il Joker di Todd Phillips: qui le atmosfere cupe inaugurate da Christopher Nolan si traducono in un vero e proprio senso di nichilismo, che costringe lo spettatore a mettere continuamente in discussione sé stesso. Il cinema, ora come non mai, è riflesso di una società ormai allo sbando, in cui la linea di demarcazione tra giusto e sbagliato è così labile da indurci persino a parteggiare per il cattivo.

Per l’uscita di The Batman, l’attesissimo cinecomic diretto da Matt Reeves, in cui sarà Robert Pattinson a vestire i panni del celebre Uomo Pipistrello, dovremo invece aspettare l’anno prossimo. L’arrivo del film nelle sale statunitensi è previsto per il 1 ottobre 2021. Intanto, ecco 10 curiosità che forse non tutti conoscono sulla trilogia de Il Cavaliere Oscuro diretta da Christopher Nolan.

1) Una rivoluzione tecnologica

Il Cavaliere Oscuro è stato il primo film narrativo a servirsi della tecnologia IMAX. Si tratta di un sistema di proiezione che, mediante l’uso di pellicole particolarmente larghe, garantisce una maggiore resa visiva dell’immagine. Essendo molto costoso e necessitando di schermi cinematografici ad hoc, il sistema IMAX è stato per lungo tempo relegato alle produzioni documentaristiche; nei primi anni 2000, con l’aumento di cinema debitamente attrezzati in questo senso, si è iniziato a convertire pellicole girate tradizionalmente al nuovo formato. Ma è stato Christopher Nolan, nel 2008, il primo ad impiegare questa tecnologia direttamente in fase di ripresa, con lo scopo di conferire maggiore realismo ad alcune sequenze ambientate per le strade di Gotham City.

La sperimentazione di Nolan, che pure ha utilizzato questo formato per soli 28 minuti di film, ha rappresentato il lasciapassare per una vera e propria rinascita della tecnologia IMAX, oggi meno costosa (anche grazie all’impiego di cineprese IMAX digitali) ed utilizzata per un numero crescente di film.

2) Una dolorosa interpretazione (letteralmente)

In un’intervista rilasciata al sito MTV News, Christian Bale racconta degli interessanti retroscena sulla sua audizione per il ruolo di Bruce Wayne. All’attore, infatti, venne chiesto di sfoggiare il costume di scena indossato da Val Kilmer in Batman Forever. Il costume era talmente scomodo e stretto che Bale, per entrare meglio nella parte, decise di testare quel tono di voce profondo e roco che avrebbe poi contraddistinto la sua celebre interpretazione nei film di Christopher Nolan. L’attore, che ricorda di essersi addirittura “sentito un idiota” in quel momento, riuscì così ad ottenere il ruolo. Un ruolo che non cessò mai di essere “scomodo” per Bale: il costume progettato per il film era talmente pesante da minare costantemente il buon umore del divo e da causargli quasi uno svenimento durante le riprese di Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno.

3) Il metodo di Heath Ledger

Il Joker di Heath Ledger, nemesi psicopatica di Batman ne Il Cavaliere Oscuro, è una delle interpretazioni più iconiche del cinema statunitense degli ultimi anni. La dedizione dell’attore, il cui scopo era quello di mettere in scena una versione del Joker inedita al grande pubblico, fu pressoché totale. In un’intervista rilasciata a Empire Online, Ledger raccontò il suo lavoro di studio sul personaggio. L’attore, che per delineare i tratti di Joker scelse di attingere direttamente ai fumetti, al fine di calarsi maggiormente nella parte trascorse un mese in isolamento, scrivendo un diario e facendo numerosi esperimenti interpretativi sulla voce del personaggio. Ledger riuscì così a elaborare la figura di quello che lui stesso definì “un sociopatico assoluto”, per la costruzione del quale Christopher Nolan lasciò completa libertà e autonomia all’attore.

4) Un importante punto di riferimento

Non tutti sanno che Christopher Nolan ha attinto anche all’arte figurativa per dare vita all’immaginario cupo e disturbante della sua trilogia. In un’intervista disponibile sul canale Youtube della Tate Gallery di Londra, il regista racconta di essersi ispirato ai dipinti di Francis Bacon per il trucco di scena di Heath Ledger. Lo scopo era quello di conferire più realismo al personaggio, riproducendo sul suo volto le distorsioni e i mix di colore tipici delle opere d’arte del pittore irlandese.

Un’ispirazione, questa, che non si ferma alla componente estetica. Le figure dipinte da Francis Bacon si stagliano spesso su sfondi oscuri, che si configurano come veri e propri vuoti. Una concezione dell’arte che piace a Nolan e che lui giudica fondamentale per il suo modo di intendere il cinema; un cinema che non si ferma alla superficie delle cose, ma che guarda anche a ciò che vi sta dietro, che esiste, pur essendo nascosto agli occhi dello spettatore. “Non si hanno mai le risorse per costruire interamente il mondo che vuoi rappresentare”, afferma Nolan, “e quindi lasci un sacco di vuoti, un sacco di spazi. Quindi, parte di ciò che stai cercando di fare consiste nell’usare quegli spazi necessari in maniera intelligente”.

5) Il falso allarme bomba

La campagna di marketing virale messa in atto dalla Warner Bros per accompagnare l’uscita di Il Cavaliere Oscuro è ricordata come una delle più riuscite di sempre. La promozione del film iniziò molti mesi prima dell’arrivo della pellicola nelle sale e si configurò come un gioco interattivo che coinvolse milioni di persone in tutto il mondo e che ruotava attorno alla figura del Joker e alla celebre battuta “Why So Serious?”. Parte del gioco consisteva nel regalare una torta gratis al primo cliente che fosse entrato in una delle pasticcerie precedentemente selezionate dallo studio di produzione presentandosi come “Robbin Banks” (il gioco di parole è facilmente intuibile). La torta recava la scritta glassata “Call Me Now” e un numero di telefono che, se chiamato, faceva squillare un telefono cellulare nascosto all’interno del dolce.

In questo modo, i fan avrebbero potuto mettersi in contatto con il Joker in persona. Qualcosa andò storto quando una catena di cinema texani cercò di emulare autonomamente lo scherzo, inviando una torta simile agli studi di una emittente televisiva locale. Scattò immediatamente l’allarme bomba e l’intero edificio venne fatto evacuare. Mai come in questo caso potremmo affermare che non tutte le torte, pardon, le ciambelle, escono col buco!

6) L’esplosione dell’ospedale ne Il Cavaliere Oscuro

La famosa scena de Il Cavaliere Oscuro, in cui il Joker avvia un’esplosione controllata dell’ospedale, è stata per anni considerata emblema delle grandi abilità improvvisative di Heath Ledger. La sequenza poteva essere girata un’unica volta dalla troupe, dal momento che l’esplosione dell’edificio è reale. Se si osserva la scena del film, qualcosa sembra non andare come previsto a livello tecnico. La deflagrazione avviene leggermente più tardi, dopo che il personaggio ha armeggiato per qualche secondo con il detonatore. Secondo l’opinione comunemente diffusa per molti anni, si sarebbe trattato di una reazione estemporanea del protagonista, dettata dalla necessità di “restare nel personaggio” fino al termine della ripresa. In realtà, come riporta il sito ScreenRant, la scena (frutto di una lunga preparazione) appare esattamente come Nolan aveva preventivato. La priorità era quella di far recitare l’attore in un contesto sicuro e libero da ogni rischio. Questo forse toglie un po’ di poesia alla storia, ma non intacca minimamente il contributo dato dal talento di Ledger all’intera sequenza.

7) L’equivoco di Anne Hathaway

Ne Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, Christian Bale è affiancato da due comprimari di tutto rispetto: Tom Hardy veste i panni di Bane, acerrimo nemico di Batman, e Anne Hathaway interpreta Selina Kyle, in arte Catwoman. In un’intervista rilasciata all’emittente radiofonica BBC Radio 1, proprio la Hathaway racconta un aneddoto sul suo provino. L’attrice si presentò all’audizione convinta che avrebbe dovuto interpretare il personaggio di Harley Quinn. Dopo circa un’ora di sorrisetti “pazzi” rivolti al regista, fu proprio Christopher Nolan a dirle la verità “Sono certo che non ci sia bisogno che te lo dica, ma questo provino non è per il ruolo di Harley Quinn!”.  L’attrice riuscì comunque ad aggiudicarsi la parte, forse anche per la sua bravura nel passare dal mood “pazzoide” iniziale a quello più furtivo e dark richiesto dal regista.

8) Le fonti di ispirazione dell’attrice

Va detto, comunque, che la dedizione di Anne Hathaway al ruolo fu totale. Oltre ad aver ammesso di aver guardato molti filmati di gatti su Youtube e di aver addirittura acquistato un video incentrato sui felini e prodotto dal National Geographic, in un’intervista rilasciata al Los Angeles Times l’attrice racconta di essersi ispirata anche all’attrice Hedy Lamarr. D’altronde fu proprio sull’attrice, icona della Golden Age hollywoodiana, che i creatori stessi del fumetto basarono il personaggio di Catwoman. “So che può sembrare strano” racconta la Hathaway “ma il suo respiro è straordinario. Lei prende questi respiri lunghi, profondi e languidi ed espira molto lentamente”. Anne Hathaway motiva così l’intenso lavoro fatto anche sul respiro personaggio in fase di preparazione del ruolo. Questo tocco “old-fashioned” ha indubbiamente contribuito a rendere l’interpretazione dell’attrice ancora più intensa.

9) L’influenza di Charles Dickens

Guardando Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno è facile individuare una serie di riferimenti all’attualità e fare ovvie speculazioni sulle influenze che certi fenomeni (come Occupy Wall Street, ad esempio) possono avere avuto sugli autori del film. Tuttavia, l’ispirazione di Jonathan Nolan (autore con il fratello Christopher della sceneggiatura del film) è stata prima di tutto letteraria. Il punto di riferimento principale è costituito da “Racconto di due città“, romanzo storico scritto da Charles Dickens nel 1859. In un’intervista rilasciata in occasione del lancio del film, Jonathan Nolan ha spiegato: “Racconto di due città era, per me, uno dei ritratti più strazianti di una civiltà per noi riconoscibile, in cui ci possiamo identificare, che venne totalmente frantumata dagli eventi legati al Regime del Terrore di Parigi. È difficile immaginare che le cose possano andare tanto male”.

Due storie, apparentemente così lontane l’una dall’altra, ma che fondamentalmente raccontano la stessa cosa. E infatti Christopher Nolan, nella stessa intervista, chiosa: “Ciò che fa Dickens nel romanzo, riunendo tutti i suoi personaggi in una storia unitaria per mezzo di tutti questi elementi tematici e di questa grande emotività e drammaticità, era esattamente il tono che stavamo cercando”.

10) Il fan che non ti aspetteresti

La trilogia de Il Cavaliere Oscuro è stata a più riprese considerata una riflessione sulle drammatiche conseguenze che certe derive anti-democratiche possono avere sulla società. Gli autori hanno sempre negato riferimenti espliciti all’attualità; tuttavia, il fatto che Donald Trump sia uno dei fan più accaniti della saga fa quantomeno sorridere. Oltre ad aver utilizzato una battuta del film (e, più precisamente, una battuta pronunciata da Bane) nel 2017 in occasione del suo discorso di insediamento, Donald Trump in persona ha recensito positivamente Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno in un video pubblicato sul suo account Youtube nel 2012. Nel 2019, la Warner Bros ha intentato un’azione legale contro il Presidente per avere utilizzato a scopi elettorali (senza permesso e quindi infrangendo il copyright) un brano tratto dalla colonna sonora del film. È proprio il caso di dire che talvolta la realtà supera di gran lunga la finzione.

Annalivia Arrighi
Appassionata di cinema americano e rock ‘n’ roll | Film del cuore: Mystic River | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: due, Colin Farrell e Sean Penn | La citazione più bella: “Questo non è volare! questo è cadere con stile!” (Toy Story)

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