Ennio Morricone: il cinema rimane orfano del suo direttore d’orchestra

scritto da: Diego Battistini

Quanto ha influito l’estro artistico di Ennio Morricone sulla storia del cinema? Ma sopratutto, quanto la creatività del compositore romano ha segnato l’immaginario (cinematografico) collettivo? Domande retoriche, la cui risposta è chiaramente univoca: così tanto che tale apporto è probabilmente incalcolabile. Ennio Morricone si è spento oggi a 91 anni. Una dipartita silenziosa, non accompagnata da alcuna nota (musicale); beffarda, sotto un certo punto di vista, per una personalità che grazie ai suoi componimenti musicali ha generato sinfonie capaci di riempire spazi e anime.

Un compositore tout court Ennio Morricone, anche se la sua fama è stata chiaramente determinata dalla collaborazione con il cinema. Solitamente, quando si pensa a Morricone la prima cosa che sovviene alla mente di tutti noi è il sodalizio artistico con il regista Sergio Leone. Due ragazzini che si incontrano la prima volta a scuola – come testimonia una ormai celebre foto d’epoca che ogni tanto viene “riesumata” anche sui vari social – e che si ritrovano molti anni dopo a segnare (per sempre) la storia della settima arte.

E pensare che c’è ancora chi – e oggi magari negherà di averlo mai detto – ha sovente sostenuto che le musiche di Morricone siano sempre state troppo invadenti, incapaci di accompagnare veramente i film ed al contrario colpevoli talvolta persino di oscurarli. Una critica naturalmente pretestuosa, perché se è vero che le musiche del maestro hanno sempre vissuto “di vita propria” al di là del grande schermo, è altrettanto vero – prendendo a mo’ d’esempio proprio i film di Leone – che il legame tra le immagini e la sua musica è talmente simbiotico che le note più che fungere da mero accompagnamento (da “tappeto sonoro” verrebbe da dire) assurgono spesso al ruolo di contrappunto, palesandosi da un lato come elementi carichi di significati autonomi rispetto alle immagini, e dall’altro come “amplificatori di senso” tendenti a sottolineare aspetti diversi riguardo alla narrazione e ai personaggi: nel suo piccolo, si pensi alle note che sottolineano – con ironia – lo spostamento del sigaro in bocca del personaggio interpretato da Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, una caratteristica del personaggio e della sua personalità (solitamente è indice di sbruffonaggine e irriverenza) che viene acuita propria dalla musica.

Il sodalizio artistico con Sergio Leone consacrò, di fatto, Ennio Morricone. Le composizioni per la “Trilogia del dollaro“, C’era una volta il WestGiù la testa e C’era una volta in America rimangono dei capisaldi della storia della settima arte. In fin dei conti, come rimanere impassibili di fronti alle struggenti suggestioni di certi brani, velati di una malinconia che contribuì ad accentuare quegli elementi tragici tipici della poetica  leoniani: il passaggio inesorabile del tempo, la fine di un’epoca mitica come il West o di un’epoca spensierata come la giovinezza, ma anche la fine più “effimera” di un grande amore, ecc.

Eppure la carriera di Morricone non può essere circoscritta solo a tale felice collaborazione. Sarebbe impossibile riassumere in un articolo tutte le sue memorabili colonne sonore, ma ci sono chiaramente alcune collaborazioni che hanno contribuito più di altre alla sua fortuna artistica, nonché alla fama che – di generazione in generazione – il compositore ha acquisito. Come dimenticare le eteree note che hanno fatto la fortuna di Mission di Roland Joffé, oltretutto riutilizzate costantemente anche a livello pubblicitario in tv, ma anche le grandi composizioni realizzate per un altro dei suoi “registi feticcio”, ovvero Giuseppe Tornatore, a cominciare naturalmente da quelle di Nuovo Cinema Paradiso?

ennio morricone

L’eredità di Ennio Morricone nel cinema

Il cinema italiano deve sicuramente molto a Morricone. Benché il suo lavoro sia associato spesso (se non esclusivamente) al “Western all’italiana”, Morricone fu in realtà un compositore capace di spaziare molto tra i generi e la sua filmografia lo dimostra. Riuscì a passare con disinvoltura e bravura dall’horror (pensiamo ai film di Dario Argento, tra cui L’uccello dalle piume di cristallo) alla commedia (ad esempio Il federale di Luciano Salce, oltretutto la sua prima colonna sonora, datata 1961), dal cinema d’autore (I pugni in tasca di Marco Bellocchio, ma anche Le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini) al cinema epico-storico (nella sua accezione familiare con Novecento di Bernando Bertolucci, e in quella più “cronachistica” con La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo), e ancora il “cinema d’inchiesta” (tante le collaborazioni con Giuliano Montaldo, di cui si ricordi almeno Sacco e Vanzetti, ed Elio Petri, di cui indimenticabile è la composizione che accompagna Un cittadino al di sopra di ogni sospetto). Senza dimenticare generi che oggi ci possono apparire quasi di serie B, ma che in realtà andrebbero riscoperti e riconsiderati da un punto di vista critico, come il cinema erotico (La chiave di Tinto Brass).

Ma Morricone è stato anche un compositore a livello internazionale. Grazie alla fortuna dei film di Leone all’estero, la musiche del compositore cominciarono ad essere apprezzate anche al di fuori dei confini italiani, e non è un caso che una delle prime collaborazioni oltreoceano fu quella con Don Siegel per Gli avvoltoi hanno fame, western-comedy con protagonista quel Clint Eastwood che già aveva preso parte ai primi western di Leone (un altro aspetto da indagare sarebbe quello relativo all’influenza dei lavori di Morricone sull’Eastwood compositore: una suggestione sulla quale magari torneremo, un domani, e a cui eventualmente dedicheremo un altro approfondimento).

Sempre per quanto riguarda le collaborazioni internazionali di Morricone, abbiamo già menzionato la colonna sonora scritta per il kolossal hollywoodiano Mission, ma sono tante le pellicole che si avvalsero del contributo di Morricone a partire dagli anni ’60. Tra le più memorabili è doveroso citare almeno la colonna sonora del film di Terrence Malick I giorni del cielo, capace di contrappuntare fedelmente le suggestioni visivo-autoriali del regista texano (cosa non facile), e quella altrettanto celebre per The Untouchables – Gli intoccabili di Brian De Palma. Tra le collaborazioni più curiose e probabilmente “dimenticate” dai più troviamo invece quella con Pedro Almodóvar per Légami!

Profondamente amato da Quentin Tarantino – che dopo aver usato una parte delle sue musiche in alcuni suoi film, come testimonia Kill Bill Vol. 2, l’ha voluto come compositore per i suoi due film western Django UnchainedThe Hatefull Eight (film che valse a Morricone anche il suo secondo Oscar, dopo quello alla carriera consegnatogli nel 2007 dall’amico Eastwood) -, Morricone ha accompagnato la nostra esperienza di spettatori e continuerà a farlo ancora, e questo è probabilmente l’aspetto che più ci aiuta ad elaborare il trauma della sua scomparsa.

Le sue musiche, infatti, rimarranno e saranno sempre lì ad accompagnare la visione dei film a cui il musicista ha collaborato: prove tangibili di una creatività e di una efficacia artistica che non smetteranno mai di stupire ed emozionare. E probabilmente in questo momento nella testa di ognuno di noi risuona un qualche motivo musicale scritto da Ennio Morricone, una sorta di personale “Addio” a uno dei più grandi maestri/compositori della storia del cinema. Per chi scrive si tratta de “L’estasi dell’oro” da Il buono, il brutto e il cattivo (scontata? Probabile, però, come si suol dire, al cuore non si comanda…). Ma, qualunque sia la composizione da voi scelta, crediamo che sarà perfetta per questo doloroso ma a suo modo bellissimo (musicalmente parlando) commiato.

Immagini: Maestro Ennio Morricone FB Page

Diego Battistini

La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rosssa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)


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