Cinema e fiaba: 5 film contemporanei sospesi tra immaginazione e realtà

scritto da: Carlotta Guido

La settima arte per sua natura è una forma d’arte che coniuga estetica autoriale con l’ immaginario collettivo e lo statuto narrativo della fiaba ben si coniuga con questa peculiarità della settima arte.

In questo approfondimento, in occasione dell’uscita italiana del nuovo lungometraggio di Guillermo Del Toro, The Shape of Water“fiaba moderna per tempi difficili”, premiato con il Leone d’Oro nell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, proveremo a stilare una classifica dei 5 lungometraggi più famosi che trattano il tema della fiaba narrata sulla pellicola.

Cinema e fiaba: 5 film contemporanei sospesi tra immaginazione e realtà

5) THE VILLAGE (M. Night Shyamalan – 2004)

Shyamalan si cimenta con una “fiaba” contemporanea, un villaggio che fa uso della superstizione, della narrazione e della paura come mezzo per discostarsi dal mondo circostante. Il regista fa uso di alcuni elementi narrativi tipici dell’impostazione fiabesca: moniti, storie terribili, creature mostruose fanno sì che il villaggio riesca a tenere lontano la sua popolazione dalla barbarie del ventesimo secolo.

Unico personaggio a capire la menzogna della fiaba in cui queste persone sono invitate a vivere è la giovane Ivy Walker (Bryce Dallas Howard) che riesce metaforicamente a vedere oltre la grande bugia messa in atto dagli anziani, pur non possedendo il dono della vista.

4) LADY IN THE WATER (M. Night Shyamalan – 2006)

Scritto, prodotto, diretto e interpretato dallo stesso Shyamalan, Lady in the Water rappresenta un piccolo gioiello da custodire e apprezzare nel cuore dei cinefili appassionati del genere fantastico e fiabesco poiché prende spunto da una fiaba che il regista stesso aveva pensato dedicandola ai suoi figli.

In questo lungometraggio l’every man Cleveland Heep (Paul Giamatti), custode di un residence a Filadelfia affetto da balbuzie, si trova letteralmente immerso in una storia condita da Difensori, Guaritori, Sodalizi, Indovini e creature acquatiche dalle splendide fattezze.

Il film cerca di porre sullo schermo quel visibilio infantile che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella sua infanzia nell’ascoltare una fiaba, cercando di riproporre e tradure in immagini quella bellezza narrativa tipica del linguaggio fiabesco.

3) FINDING NEVERLAND (Marc Forster – 2004)

Marc Forster si fregia di un cast d’eccezione – Johnny Depp, Kate Winslet, Dustin Hoffman – per girare un film su “una fiaba dietro la fiaba”, la storia che si nasconde dietro le mirabolanti avventure di Peter Pan, una delle fiabe più celebri resa nota anche grazie al successo del capolavoro firmato Disney.

Depp è lo scrittore James Matthew Barrie, autore teatrale scozzese in cerca di fortuna che ritrova la sua ispirazione grazie all’incontro con Sylvia (Winslet) e i suoi quattro figli. La realtà coniuga i suoi orizzonti con la fantasia, il limite tra immaginazione e realtà diventa sempre più labile, ma sarà proprio questo alternarsi di piani e configurazioni mentali che renderà Barrie non solo un autore di successo ma anche un nuovo, rinnovato nella sua sensibilità.

2) BIG FISH (Tim Burton – 2003)

Tim Burton è un regista che ha fondato la sua poetica sul sapiente uso della macchina da presa a servizio di una poetica gotica e fiabesca e Big Fish è sicuramente un chiaro esempio di quanto il suo talento visionario possa toccare anche temi e registri meno consoni al suo “stile”.

Big Fish è una fiaba che tocca il perturbante, così ricca di personaggi affascinanti e improbabili al tempo stesso: giganti, uomini lupo, streghe dagli occhi di vetro e pesci imprendibili sono gli “aiutanti magici” grazie ai quali il protagonista Ed Bloom – interpretato da Ewan McGregor durante la giovinezza e da Albert Finney in vecchiaia – sarà in grado di riprendere le redini della propria esistenza e di riallacciare così un sano rapporto con la figura paterna, narratore di storie così belle ma così false agli occhi del giovane Ed.

1) THE SHAPE OF WATER (Guillermo Del Toro – 2018)

Guillermo Del Toro continua la sua parabola narrativa con una nuova fiaba che vede l’acqua come metafora dell’improvviso mutamento, in senso positivo, dell’esistenza umana ponendo in primo piano le vicende di Elisa (Sally Hawkins) alle prese con una strana creatura marina incontrata sul suo posto di lavoro come donna delle pulizie.

Anche in questo caso, come nel già citato The Village, la protagonista presenta quella che nella vita comune si definirebbe una “mancanza” – la donna è muta – che le permette però, proprio per questa sua natura, di andare oltre la semplice realtà e di valicarne i confini.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


Siti Web Roma