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“Cime Tempestose” e l’amore tragico di Catherine e Heathcliff. La spiegazione del finale

L'amore tragico tra i personaggi di Catherine e Heathcliff è al centro della nuova versione cinematografica di "Cime Tempestose" firmata da Emerald Fennell.

Il nuovo adattamento cinematografico di “Cime Tempestose“, diretto da Emerald Fennell, ripropone sul grande schermo una delle storie d’amore più tormentate della letteratura. Tratto dal celebre romanzo ottocentesco di Emily Brontë, il film del 2026 introduce alcune modifiche alla trama originale, ma nel suo finale resta sorprendentemente fedele allo spirito dell’opera. Ed è proprio l’epilogo – intenso e doloroso – a rappresentare il momento più memorabile della pellicola. 

Un finale segnato dalla tragedia

Nel film, Catherine Earnshaw (interpretata da Margot Robbie) è ormai sposata con Edgar Linton quando rimane incinta. Questo evento segna un punto di non ritorno nel rapporto con il suo grande amore, Heathcliff (interpretato da Jacob Elordi). Convinto di aver perso Cathy per sempre, Heathcliff decide di sposare un’altra donna, Isabella Linton. Nel frattempo Catherine precipita in una spirale di depressione e, dopo un aborto spontaneo, muove a causa delle complicazioni.

Nel finale Heathcliff corre disperatamente da lei nel tentativo di vederla un’ultima volta, ma arriva troppo tardi. L’uomo può soltanto stringere il corpo senza vita della donna e, in una scena carica di emozione, implorare il suo fantasma di perseguitarlo per il resto della vita. È un momento devastante, che trasforma la loro storia da semplice melodramma vittoriano in una tragedia di proporzioni quasi shakesperiane.

Il romanzo originale racconta molto di più

La scelta di terminare il film con la morte di Cathy è significativa. Nel romanzo di Brontë, infatti, la storia non si conclude affatto in quel punto. Nel libro Heathcliff riesce ad arrivare da Catherine prima della sua morte. Inoltre, anziché perdere il bambino, Cathy dà alla luce una figlia – anch’essa chiamata Catherine. Da quel momento la narrazione si trasforma in una tragedia generazionale che segue per decenni le conseguenze della morte della protagonista.

Molti adattamenti cinematografici precedenti hanno mostrato anche la morte di Heathcliff e, talvolta, una sorta di riunione spirituale tra i due amanti. La versione di Fennell, invece, sceglie di fermarsi prima, concentrandosi esclusivamente sull’intensità della loro relazione.

Perché fermarsi alla morte di Cathy funziona

Le reazioni critiche al film sono state contrastanti, ma su un punto molti concordano: la scena finale, con Heathcliff che piange il corpo di Cathy, è uno dei momenti più riusciti dell’opera. Per un film – a differenza di una serie televisiva o di un progetto più lungo – la sfida è condensare un romanzo complesso nella sua essenza narrativa. E l’essenza di “Cime Tempestose” è proprio la storia d’amore impossibile tra Cathy e Heathcliff.

Terminare il racconto con la morte di Catherine significa concentrare tutta la tragedia in quell’istante, lasciando allo spettatore il peso emotivo di ciò che sarebbe potuto essere ma non è stato.

Catherine al centro della storia

Un altro aspetto interessante riguarda la centralità del personaggio di Catherine. Nel romanzo originale la sua stoia è raccontata indirettamente dalla governante Nelly, una struttura narrativa che molti film – incluso quello del 2026 – eliminano del tutto.

Concludere la storia con la sua morte contribuisce a riportare Catherine al centro della narrazione. Tuttavia, perché il finale funzioni davvero, il film deve riuscire a far affezionare il pubblico al personaggio mentre è ancora in vita: solo così la sua scomparsa diventa una tragedia anche per lo spettatore, e non soltanto per Heathcliff.

Un finale destinato a restare

Adattare “Cime Tempestose” è sempre una sfida. Il romanzo è stato portato sullo schermo più volte nel corso dei decenni e ogni generazione di regista ha cercato di reinterpretarlo. Il film di Emerald Fennell prova a unire due elementi apparentemente opposti: evocare il cinema romantico del passato e, allo stesso tempo, rendere la tragedia di Cathy e Heathcliff contemporanea.

L’immagine finale – Heathcliff che maledice se stesso chiedendo di essere perseguitato dal fantasma dell’amata – diventa così il simbolo definitivo del loro amore. Un’immagine potente che probabilmente resterà impressa nella memoria degli spettatori ancora per molti anni.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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