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Blonde: tutte le differenze tra il film con Ana de Armas e la vita di Marilyn Monroe

Blonde di Andrew Dominik è disponibile su Netflix dal 28 settembre. Ecco tutte le differenze tra il film con Ana de Armas e la vita di Marilyn Monroe.

Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale all’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Blonde di Andrew Dominik (qui la recensione) è finalmente disponibile su Netflix dal 28 settembre.

Il film, sicuramente uno dei più attesi dell’anno, è basato sull’omonimo romanzo del 1999 della scrittrice Joyce Carol Oates, e racconta parte della vita privata dell’iconica Marilyn Monroe, interpretata nel film da Ana de Armas, salita alla ribalta grazie ai suoi ruoli in film quali Blade Runner 2049, Cena con delitto – Knives Out e No Time to Die

Non è la prima volta che la vita della celebre “Blonde Bombshell” viene trasposta sul grande schermo (basti pensare al film Marilyn del 2011 con protagonista Michelle Williams), ma forse la pellicola di Dominik è la prima ad allontanarsi dai tradizionali canoni del biopic per abbracciare una forma di narrazione ostica (che ha subito generato numerose polemiche) ma al tempo stesso accattivante, in bilico tra fantasia e realtà, che si pone l’obiettivo di raccontare – o almeno, di provarci! – chi era davvero la donna fragile e tormentata che si celava dietro il mito.

Ma cosa c’è di vero in Blonde e quanto, invece, è stato inventato al fine di rendere ancora più angosciante e perturbante questo bellissimo viaggio nel lato oscuro della vita di una delle più celebri donne della storia del cinema? Scopriamolo insieme.

Marilyn pensava davvero che Clark Gable fosse suo padre

In Blonde, uno dei più grandi desideri di Norma Jeane è quello di conoscere ed incontrare il suo vero padre. All’inizio del film, sua madre le mostra una foto di Clark Gable e dice ad una Norma ancora bambina che si tratta del suo vero padre. Anche se per molti potrebbe trattarsi del semplice frutto dell’immaginazione di Norma, in realtà ad un certo punto della sua vita è vero che la donna ha creduto davvero che la grande star di Hollywood fosse suo padre, anche se è probabile che abbia continuato a portare avanti questa sua convinzione soltanto per periodo di tempo limitato, al contrario invece di quanto accade nel film. Marilyn Monroe e Clark Gable hanno recitato insieme nel film Gli spostati di John Huston del 1961, che per entrambi è stato l’ultimo film a cui hanno preso parte prima della loro morte.

Marilyn non è mai stata parte di una relazione poliamorosa

Nella prima parte di Blonde, vediamo Marilyn al centro di una relazione poliamorosa con gli attori Charles Chaplin Jr. (figlio di Charlie Chaplin) ed Edward G. Robinson Jr. (figlio dell’attore Edward G. Robinson), che nel film vengono identificati come Cass e Eddy. Quando i tre vengono avvistati insieme pubblicamente, lo studio che tiene sotto contratto Marilyn le dice di porre subito fine alla loro relazione. Nonostante siano in molti a credere che Marilyn abbia avuto una relazione sia con Charles che con Edward, anche se in momenti separati, non esiste alcuna prova che l’attrice sia stata impegnata nel ménage à trois che viene descritto nel film. È probabile che il regista Andrew Dominik abbia scelto di includere questo dettaglio perché incluso nel romanzo originale da cui il film è tratto, nonostante questa relazione a tre non sia mai stata provata nella realtà.

Marilyn è mai stata davvero incinta?

In Blonde vengono raccontate molte delle travagliate gravidanze di Marilyn Monroe, anche se non tutte corrispondono a verità. In realtà, non esistono prove che l’attrice fosse incinta nel 1953 o che abbia avuto un aborto (cosa che, probabilmente, ha contribuito alla valutazione NC-17 – ossia film adatto solo a persone di età superiore ai 17 anni – da parte dell’MPA statunitense). Tuttavia, la gravidanza e l’aborto spontaneo della Monroe durante il suo matrimonio con il drammaturgo e scrittore Arthur Miller (interpretato da Adrien Brody) corrispondono a verità (sebbene sia probabile che le circostanze che abbiano causato l’aborto siano stato romanzate nel film).

Quella tra Marilyn e Joe DiMaggio è stata una relazione tossica

In Blonde viene raccontato anche il matrimonio di Marilyn con la leggenda del baseball Joe DiMaggio. Nel film, il loro rapporto, descritto come instabile e violento, peggiora ancora di più in seguito alle riprese della famosa scena della gonna bianca in Quando la moglie è in vacanza. Purtroppo, tutto ciò corrisponde a realtà: Monroe e DiMaggio (interpretato da Bobby Cannavale), infatti, hanno avuto un matrimonio breve ma assai tumultuoso, reso ancora più complicato in seguito a quanto avvenuto sul set della commedia di Billy Wilder, proprio come viene raccontato nel film. Marilyn chiese il divorzio da Joe un mese dopo che venne girata la scena della gonna bianca (che ancora oggi è una delle immagini più iconiche associate alla figura della diva): la coppia si lasciò dopo soli nove mesi di matrimonio.

Arthur Miller ha davvero scritto di Marilyn

In Blonde, Marilyn scopre che il suo terzo marito, il drammaturgo Arthur Miller, ha scritto di lei e della loro vita in una delle sue opere (arrivando a riportare fedelmente una delle loro conversazioni, nonostante l’attrice gli avesse esplicitamente chiesto di tenerla fuori dal suo lavoro). Inevitabilmente, l’accaduto genera una frattura nel loro rapporto. Questo dettaglio relativo al matrimonio tra i due corrisponde a verità: addirittura, Arthur Miller ha scritto di Marilyn nelle sue opere anche diversi anni dopo il loro divorzio. Il celebre drammaturgo ha anche scritto la sceneggiatura dell’ultimo in cui ha recitato l’attrice, Gli spostati, in cui il personaggio di Roslyn Taber interpretato dalla Monroe presenta diversi tratti in comune con la stessa diva.

Era difficile lavorare sul set con Marilyn

In Blonde viene raccontato anche di quanto fosse difficile lavorare con un’attrice come Marilyn e di come la stessa fosse solita abbandonare i set dei suoi film. Secondo quanto riferito, pare che fosse davvero così anche nella realtà. L’atteggiamento imprevedibile e irascibile di Marilyn era in parte dovuto alla sua crescente dipendenza da farmaci, anche se l’attrice è sempre stata nota nell’ambiente per i suoi eccessivi ritardi e per il suo inesistente spirito collaborativo. Per rappresentare questo aspetto della suo personalità, nel film viene preso come riferimento quanto accaduto sul set della commedia romantica Il principe e la ballerina del 1957, in cui l’attrice ha avuto molte difficoltà a lavorare con Laurence Olivier, che del film era non solo il protagonista ma anche il regista.

Marilyn ha avuto davvero una relazione con JFK?

Nel finale di Blonde, viene messa in scena anche la presunta relazione di Marilyn con il presidente John F. Kennedy: nel film, vediamo l’attrice scortata dai servizi segreti nella camera d’albergo di JFK, dove quest’ultimo ne approfitta per aggredirla sessualmente. La presunta relazione tra i due è forse uno dei dettagli più noti della vita di Marilyn Monroe, anche e soprattutto per via della celebre esibizione del 1962 sulle note di “Happy Birthday Mr. President“. È probabile che tra Marilyn e JFK ci sia davvero stato qualcosa, ma è anche probabile che nel film la rappresentazione della loro relazione non corrisponda a quanto realmente accaduto. Anche in questo caso, è possibile che Blonde si faccia semplicemente specchio di quanto raccontato nel romanzo da cui è tratto, ma non esistono prove che anche il presidente Kennedy sia stato meschino nei confronti di Marilyn, né tantomeno che l’abbia mai aggredita sessualmente.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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