Black Panther: una piccola rivoluzione nel Marvel Cinematic Universe?

scritto da: Redazione

Black Panther (qui il trailer italiano ufficiale, qui la nostra recensione) è il nuovo film che compone quell’enorme epopea di supereroi, iniziata nel 2008, che chiamiamo Marvel Cinematic Universe (MCU). Per dieci anni, questi film con protagonisti i supereroi dei fumetti, hanno provato a ricalcare il sistema narrativo proprio di questo mezzo cartaceo, ovvero la continuity.

In questo modo, ogni film è connesso all’altro, ogni film è ambientato nello stesso universo, in modo tale che qualunque avvenimento accada in uno di questi episodi, si ripercuota per forza di cose sul successivo. Di base abbiamo una serie tv cinematografica che va in onda al cinema due/tre episodi, di circa un paio d’ore, l’anno.

Black Panther

Se questo non è già un motivo di straordinarietà, il MCU aumenta il proprio sensazionalismo ogni qualvolta esce un nuovo film. Ormai siamo abituati a sentire, ad ogni nuova uscita di un film del MCU, che l’ultimo è il miglior film della saga, oppure ancora che quest’altro ultimo è sicuramente diverso rispetto a ciò che è uscito precedentemente, e così via.

Ed anche in questo ultimo caso specifico, ovvero con Black Panther, il carosello pubblicitario si è messo in moto, con quasi le stesse identiche modalità del solito canovaccio. Abbiamo detto quasi, perché per una volta il solito spot ha in parte ragione: Black Panther è davvero un film che possiamo considerare in qualche modo come punto di svolta.

Ambientato dopo gli eventi di Captain America Civil War, Black Panther racconta le vicende di T’Challa, adesso re del Wakanda che deve affrontare la minaccia di Killmonger, il quale rischia di minacciare il sottile equilibrio che regola la vita delle popolazioni che abitano il paese.

Black Panther

Black Panther: una piccola rivoluzione nel Marvel Cinematic Universe?

Black Panther non è un film di svolta per la narrazione del MCU, o per lo meno non in maniera così preponderante, così come è capitato con i due film sugli Avengers o in Captain America The Winter Soldier, che narravano la caduta dello S.H.I.E.L.D., e anche in Civil War.

Black Panther non è un film di svolta nemmeno a livello di tono e di sottogenere, poiché a differenza dei film sui Guardiani della Galassia o di quello di Ant-Man, questa pellicola si pone come una classica storia d’origini, come quelle che hanno caratterizzato soprattutto gli episodi della Fase 1.

Black Panther

Black Panther è un film “rivoluzionario” a livello sociale, anche se non molti riescono a rendersene conto. Il film diretto da Ryan Coogler inserisce nel film una tematica di reale rilievo all’interno di un film di supereroi. Sebbene non in modo approfondito (soprattutto perché non sono di certo i cinemcomics il campo idoneo per analizzare concretamente certi concetti, o almeno non per il momento), Black Panther affronta la questione della diversità razziale, mostrandoci in maniera piuttosto blanda, ma mai inconsapevole, le due filosofie di pensiero che si sono scontrate, e che tutt’ora si scontrano, negli Stati Uniti al riguardo.

Se T’Challa è un pacifista, riflesso di quel movimento non violento incarnato da Martin Luter King, dall’altra parte c’è Killmonger, incarnazione di quella rabbia e frustrazione che è sfociata in più occasioni, nel corso dei decenni, in terribili e sanguinose rivolte negli Stati Uniti.

Black Panther

C’è infine un ulteriore aspetto, che molti potranno sottovalutare, ma che rende Black Panther un film rivoluzionario a livello sociale. Fin’ora sono stati ben pochi i cinecomics con un supereroe afro come protagonista, e quelli che ci sono stati, non hanno avuto lo stesso impatto mediatico e social che sta avendo invece questo diciottesimo episodio del MCU.

Milioni di bambini di colore hanno finalmente un supereroe davvero potente in termini mediatici, con cui potersi rapportare. Potrà sembrare una sciocchezza, ma basta osservare i migliaia di meme che ogni giorno il web sforna su questo cinecomics, per capire che eroi del calibro di Iron Man, Thor, Captain America, ecc., non sono più un monopolio dei “bianchi”, perché adesso c’è anche Black Panther che non ha davvero niente di meno da invidiarli.

Redazione

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