giovedì, Febbraio 22, 2024
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Beau ha paura: il significato dell’odissea nevrotica e onirica di Ari Aster

Un'analisi volta a cercare di comprendere il significato di Beau ha paura, l'ultima ambiziosa e delirante fatica cinematografica di Ari Aster.

Beau ha paura, il nuovo film di Ari Aster (Hereditary, Midsommar) uscito nelle nostre sale lo scorso 27 aprile, segue il personaggio eponimo (interpretato da Joaquin Phoenix) in un viaggio alla riscoperta delle proprie consapevolezze in seguito alla morte inaspettata di sua madre.

L’odissea nevrotica e onirica di Aster rappresenta sicuramente uno dei film più complessi e stratificati – per non dire folli – del regista e sceneggiatore americano, in cui il protagonista, Beau, prova costantemente a liberarsi dalle sue ansie, dalle sue paure e anche dalle sue paranoie, che non gli hanno mai permesso di vivere davvero la vita che forse avrebbe voluto vivere.

Di seguito un’analisi volta a cercare di comprendere non solo il criptico finale di Beau ha paura, ma più in generale le varie tematiche che vengono sviscerate da Aster nella sua opera ambiziosa, delirante, suggestiva, ma anche parecchio ostica, destabilizzante e per certi aspetti squilibrata.

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Perché Mona ha inscenato la sua morte?

A Beau viene detto che sua madre Mona è morta a causa della caduta di un lampadario che le ha mozzato la testa, ma in seguito scopriamo che la donna ha solo inscenato la sua morte. Mona si è sempre sentita respinta da Beau, nonostante avesse donato al figlio tutto l’amore di cui era capace: dal suo punto di vista, Beau non è mai riuscito a dimostrarle riconoscenza né si è mai preoccupato di andarla a trovare di sua spontanea volontà.

Per Mona, suo figlio rappresenta soltanto un’infinita delusione: non faceva altro che chiederle cosa avrebbe dovuto fare, costantemente bloccato dalla paura di fare la cosa sbagliata. La donna sostiene di aver fatto tutto ciò che era in suo potere per crescere Beau nel migliore dei modi, dandogli tutto ciò che sua madre non aveva mai dato a lei. Mona voleva vedere come si sarebbe comportato Beau sapendo della sua morte e, soprattutto, se il figlio si fosse presentato davvero al suo funerale: il fatto che Beau non riesca ad arrivare in tempo per il triste rituale non è altro che la conferma – per la donna – di un rifiuto che l’uomo nutre nei suoi confronti e di una totale mancanza di amore verso di lei. Mona ha lavorato sodo tutta la vita per essere una buona madre: l’unica cosa che si aspettava era che Beau le donasse amore incondizionato per il solo fatto di essere semplicemente sua madre.

Inscenare la propria morte è stata la prova definitiva del disamore di Beau in quanto figlio, almeno agli occhi di Mona. Non arrivare in tempo per il funerale è stata per la donna una conferma. Beau non l’hai mai considerata importante come lei, invece, avrebbe voluto: anche quando è venuto a sapere che era morta, Beau non è riuscito a mettere sua madre al primo posto. In questo senso, la finta morte di Mona non è stata altro che una trappola per Beau, a conferma di quell’indifferenza che l’uomo ha sempre nutrito e che ha sempre fatto sentire Mona abbandonata, al di là delle singole azioni del figlio.

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Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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