2001 Odissea nello Spazio compie 50 anni: le curiosità sul cult di Kubrick

scritto da: Carlotta Guido

Come ricordato dallo scrittore di fantascienza Arthur C. Clark, l’idea di Stanley Kubrick per il suo 2001 Odissea nello Spazio era sempre stata chiara e portata avanti con metodo a dir poco scientifico.

Ricorda, infatti, l’autore: «Aveva fin dall’inizio un’idea molto chiara della meta finale. Voleva fare un film sulla relazione fra l’uomo e l’universo; qualcosa che non era mai stato tentato, né tantomeno ottenuto, nella storia del cinema. Stanley era deciso a creare un’opera d’arte che suscitasse le emozioni della meraviglia, del timore reverenziale e anche, se fosse stato il caso, del terrore». 

2001 Odissea nello Spazio compie 50 anni: le curiosità sul cult di Kubrick

Kubrick è stato in grado di creare un universo parallelo a quello cui lo spettatore medio era ed è abituato, un mondo che con i suoi feticci – dall’incombenza del Monolito, alla violenza primordiale della scimmia Moonwatcher, al finale dedicato allo Starchild – ha saputo creare in primis un gran senso di curiosità nei confronti dell’opera.

A questo proposito cercheremo di svelare alcune curiosità celate dietro la creazione di 2001 Odissea nello Spazio, andando così a ripercorrere le fasi creative della sua genesi.

5) Ufo, parole e orari

La stesura della sceneggiatura di 2001 Odissea nello Spazio, che ha visto la collaborazione tra Arthur Clark e lo stesso Kubrick, è costellata di piccoli aneddoti interessanti. Il manoscritto di partenza di Clark era costato allo scrittore e al regista, così come racconta Vincent LoBrutto nella biografia “Stanley Kubrick – L’uomo dietro la macchina da presa”, una media di quattro ore al giorno per sei giorni la settimana in rapporto alle due ore e quaranta del film.

Il lavoro fu nettamente cadenzato dai diversi ritmi biologici dei due artisti: lo scrittore usava andare a letto presto e lavorare al mattino mentre il regista aveva una formazione nottambula che lo teneva sveglio fino alle tre del mattino e lo lasciava dormire fino alle tre del pomeriggio. Aldilà dei rispettivi orari, Clark racconta della serata in cui, al termine di uno dei loro incontri di lavoro, i due furono convinti di avere assistito all’apparizione di un Ufo.

Armati di modulo per l’avvistamento di manifestazioni del terzo tipo da consegnare al Pentagono, i due scoprirono ben presto di aver avvistato solamente una sonda Echo I. Tutto questo non li scoraggiò e li portò, sempre più convinti, verso la creazione del capolavoro.

4) Maestranze

Durante il periodo delle riprese, il set di 2001 Odissea nello Spazio arrivò a contare un grandissimo numero di personale tecnico di circa “106 persone, di cui 35 scenografi e 25 tecnici degli effetti speciali”. Il lavoro cresceva sempre di più e arrivò a toccare l’apice quando Kubrick scese di stravolgere i piani decidendo di far atterrare la navicella spaziale Discovery non più su Giove bensì su Saturno, per sfruttare il grande effetto scenografico dei suoi anelli. Fortunatamente per loro, il regista cambiò nuovamente idea e il bolide spaziale tornò sui suoi passi.

3) Lettura della mano

Il processo di casting che Kubrick effettuò per il suo film aveva un intento ben chiaro: attori poco noti ma avvezzi a una recitazione naturalistica anche per affrontare meglio la scarsità dei dialoghi. Keir Dullea, che nel film interpreta l’astronauta David Bowman, prima di essere scelto per il film, decide di farsi leggere la mano da un chiromante nell’occasione di una fiera nella città di Chelsea. Il chiromante chiese immediatamente all’attore se fosse un ingegnere o se il suo lavoro avesse a che fare con dei razzi spaziali. Dopo due giorni Bowman riceve la telefonata dal suo agente che gli annunci la sua scrittura in 2001 Odissea nello Spazio.

2) Il documentario che non c’è

Come incipit del film, nei piani d’esordio del regista, doveva esserci un documentario in bianco e nero che approfondisse il tema della vita nella spazio dal punto di vista tecnico-scientifico. Il lavoro preparatorio di Kubrick e dei suoi numerosi collaboratori constava infatti di una grande quantità di interviste agli scienziati più influenti dell’epoca per cercare di fornire risposte ai numerosi interrogativi che Kubrick tentava di approfondire nel suo lungometraggio. Il documentario sfortunatamente non fu completato e Kubrick preferì sviluppare la celebre intro che ha reso 2001 Odissea nello Spazio un capolavoro della cinematografia moderna.

1) HAL 9000

HAL 9000 potrebbe quasi essere definito come il protagonista assoluto di 2001 Odissea nello Spazio, o quantomeno il personaggio che esce con più forza dallo schermo. A metà tra la macchina e l’uomo, HAL 9000 è prima di tutto una voce, quella di Douglas Rain, famoso attore shakespeariano. L’interprete fu costretto a ben nove ore e mezza di registrazione “sul nero” senza che Kubrick gli mostrasse un pezzo di sceneggiatura o frammento del film.

A proposito della performance di Rains, di cui Kubrick fu molto soddisfatto, il regista affermò: «Magari la prossima volta farò vedere Rain in carne ed ossa, ma sarebbe un ruolo muto, il che chiuderebbe perfettamente il circolo».

Humor a parte, anche il nome HAL nasconde qualche sorpresa: Kubrick e Clark decisero di creare un acronimo che fosse capace di fondere le parole euristico (heuristic) e algoritmico (algorithmic) che fossero corrispondenti alle capacità cognitive sviluppate da HAL. Altri invece, hanno notato come le lettere che nell’alfabeto seguono H, A e L siano I, B e M che all’epoca richiamavano al mondo dei computer.

Carlotta Guido

Redattrice | Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)


Siti Web Roma